Il caro energia spinge gli incassi dei gruppi del settore con dati particolarmente positivi anche perché confrontati con l’anomalo 2020. Enel, controllata al 30% dal Tesoro, ha comunicato oggi di aver chiuso il 2021 con ricavi in aumento del 33% rispetto al 2020 a 88 miliardi di euro. L’utile sfiora i 3,2 miliardi di euro, con un incremento del 22%. L’ indebitamento finanziario sale a 52 miliardi (45.415 milioni di euro nel 2020, +14,4%) in salita principalmente per gli investimenti del periodo. Il dividendo per i soci viene alzato del 6%. “I risultati di Enel per il 2021 dimostrano ancora una volta la resilienza e la sostenibilità del nostro modello di business anche in un contesto sempre più complesso, caratterizzato da una parte dai segnali di ripresa post pandemia e dall’altra dagli impatti negativi derivanti dall’incremento dei prezzi dei combustibili fossili”, ha detto l’amministratore delegato di Enel Francesco Starace commentando i conti 2021 rilevando che “è indispensabile accelerare gli investimenti nelle rinnovabili che garantiscono una fonte di energia stabile, sicura e competitiva”. “Enel non ha deciso ancora se uscire dal business in Russia che comunque contribuisce solo per l’1% nel complesso delle sua attività”, ha spiegato Starace con gli analisti precisando che nell’attuale situazione “stiamo esplorando vari scenari per gli asset” in Russia.

Anche il bilancio del gruppo A2a (controllato al 50% dai comuni di Milano e Brescia) è costellato di segni più. Il gruppo archivia il 2021 con un utile in crescita del 38% a 504 milioni di euro e ricavi in salita del 69% a 11,54 miliardi di euro, mentre il margine operativo lordo è balzato del 19% a 1,42 miliardi. In aumento a 9,04 centesimi il dividendo, di cui 8,24 centesimi a titolo di cedola ordinaria, a cui se ne aggiungono 0,08 di compenso straordinario per i soci. I risultati vengono diffusi mentre si discute la possibilità di tassare gli extra profitti delle aziende energetiche per compensare i rincari energetici. Enel ed A2a sono i principali gestori (insieme alla francese Edison) degli impianti idroelettrici italiani, affidati in concessione dallo Stato e ormai completamente ammortizzati quindi con costi di gestione particolarmente bassi. Enel, come Eni, beneficia di contratti per la fornitura di gas dalla Russia a prezzi inferiori rispetto alle attuali quotazioni del gas. Lo scorso 18 febbraio il gruppo Eni, a sua volta controllato al 30% dal Tesoro, aveva comunicato profitti per 4,7 miliardi di euro, l’utile più elevato degli ultimi 10 anni.

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