Un liceale di Brescia è stato aggredito e picchiato dai compagni di scuola perché la madre ha origini russe. Lo racconta il Giornale di Brescia, che dà voce alla signora: “Viviamo qui da anni, non siamo responsabili di quello che sta accadendo (l’invasione dell’Ucraina, ndr). Anzi, il nostro popolo è vittima di tutto questo dolore nei confronti di un popolo fratello”, spiega lei. Un episodio analogo, secondo il quotidiano, è accaduto in una scuola elementare. Casi che al momento appaiono isolati, mentre hanno fatto clamore negli ultimi giorni i tentativi di censura o siluramento nei confronti di artisti russi che non hanno preso le distanze dal presidente Vladimir Putin e addirittura di corsi di lingua o letteratura russa, come avvenuto all’università Milano Bicocca che ha deciso – salvo ripensarci – di rinviare un ciclo di lezioni su Dostoevskij.

Il ministero degli Esteri russo dal canto suo ha minacciato “azioni legali contro gli atti di discriminazione nei confronti di cittadini russi all’estero, che vengono attentamente monitorati e verranno perseguiti nelle sedi opportune”. Mosca denuncia “aggressioni nei confronti di camionisti russi e bielorussi in Germania, Polonia e Italia” e “auto con targa russa danneggiate”. Altri casi di “teppismo“, recita Interfax, si registrano davanti alle sedi diplomatiche in Irlanda, Canada, Lituania, Polonia, Svezia ed Estonia. Mosca denuncia la campagna di discriminazione nei confronti di studenti, atleti, artisti “che sta diventando di massa”.

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