“La dimensione del fenomeno” dei profughi nel conflitto tra Russia e Ucraina, “è immensa, potremmo arrivare ad alcuni milioni, a seconda di quello che succede sul terreno, nell’arco di poche settimane”. Lo ha spiegato il professor Paolo Magri, vicepresidente esecutivo dell’Ispi e docente di Relazioni internazionali all’Università Bocconi, nel corso del Consiglio comunale di Milano, dove è stato invitato dalla presidente dell’Aula, Elena Buscemi, a parlare del conflitto in corso. “In una settimana abbiamo ricevuto in Europa, soprattutto in Polonia, lo stesso numero di rifugiati che nell’anno più critico dell’Europa, il 2015, abbiamo ricevuto in un intero anno – ha aggiunto -. E aumentano di 150mila al giorno. Proprio 150mila era il numero di migranti che nel 2015 l’Italia ricevette, e noi dicevamo ‘non ce la facciamo, salta tutto’. Questo è il tema di attenzione”. Proprio sul tema dei rifugiati secondo Magri “è cambiato tutto in una settimana”.

“Non sappiamo come andrà a finire” il conflitto tra Russia e Ucraina “e può andare davvero a finire male. C’è una strada alternativa difficilissima forse impossibile ma non possiamo arrenderci dallo sperare, la strada di mettere tutti subito, con uno sforzo forte e serio sull’inizio di una vera trattativa. Non c’è una alternativa – ha proseguito -. E mon ci sarà una trattativa fino a quando non ci sarà un mediatore di livello che sarà attorno al tavolo, la trattativa non è ancora iniziata, non sta succedendo nulla ed è lì che può succedere qualcosa”.

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