Sergio Mattarella “non ha nascosto che avrebbe avuto altri piani” ma poi ha ringraziato per la stima e ha aggiunto che se c’è “la necessità di dare una mano lui c’è”. Ad anticipare il via libera del capo dello Stato alla sua rielezione è Julia Unterberger, capogruppo delle Autonomie al Senato che con tutti gli altri colleghi è salita al Colle per chiedere il bis a Mattarella prima dell’ottavo voto. “L’incontro con il Presidente è andato bene, gli abbiamo esposto l’intenzione comune di votarlo e lui ha risposto che rimanderà gli impegni presi per il futuro…”, conferma Davide Crippa capo dei deputati del M5s. A chiedere al capo dello Stato la disponibilità per un secondo mandato sono stati, infatti, i capigruppo dei partiti a Montecitorio e Palazzo Madama, infatti, a recarsi dal presidente e non i leader.

Dopo non essere riusciti a trovare un’intesa su un nome super partes per la presidenza della Repubblica e di fronte all’avanzata delle preferenze in Parlamento, i partiti vanno dunque dal capo dello Stato uscente a chiedere di restare. Nel 2013, quando ad accettare la riconferma era stato Napolitano, andarono al Colle a chiederglielo i leader uno dopo l’altro. Questa volta è molto significativo che a muoversi siano i rappresentanti del Parlamento e non i leader politici (prima Bersani, poi Berlusconi, Monti e infine Maroni). A commentare la decisione è stato Enrico Letta: “C’era l’idea che andassero da Mattarella i leader politici, ma io ho pensato che, in una fase nella quale le sgrammaticature costituzionali sono già parecchie, la scelta migliore sia che vadano i capigruppo”, ha detto il segretario dem all’assemblea dei grandi elettori. Poi ha ringraziato Mattarella “per la scelta che è una scelta di generosità nei confronti del Paese ed è oggi fondamentale, importante e necessaria. Credo che sia una bella giornata per l’Italia e importante per la politica italiana”.

Dopo i capigruppo sono saliti al Colle i presidenti di Regione, anche qui per chiedere dispobilità al capo dello Stato: un passaggio che si era già verificato nel 2013 con Giorgio Napolitano. “È andato tutto bene”, ha detto ai cronisti Simona Malpezzi, capogruppo del Pd al Senato, uscendo dal Quirinale. “Il Presidente Mattarella seguirà i lavori. Ha preso atto che c’è da parte gruppi della maggioranza di governo, e credo dell’Aula, soddisfazione se lui ritenesse di proseguire il suo mandato”, conferma Paolo Barelli, capo dei deputati di Forza Italia. E dunque per la seconda rielezione di un capo dello Stato consecutiva è solo questione di tempo.

Per quanto riguarda il timing delle prossime ore, dopo che i capigruppo di maggioranza avranno confermato nel primo pomeriggio a Sergio Mattarella la convergenza sul suo nome – e di conseguenza richiesto un assenso del presidente – si procederà all’ottavo scrutinio a Montecitorio che è previsto dalle 16.30. Se il presidente sarà rieletto come è ormai ampiamente prevedibile, i presidenti di Camera e Senato – di solito accompagnati dai segretari generali – saliranno al Quirinale per comunicare formalmente a Sergio Mattarella di essere il nuovo capo dello Stato. Una salita al Quirinale che non dovrebbe avvenire prima delle 21. Ben più difficile prevedere quando Sergio Mattarella deciderà di giurare di fronte alle Camere e pronunciare il suo discorso di insediamento. Fonti parlamentari assicurano che non sarà prima di martedì prossimo. Immediatamente dopo l’insediamento formale dovrebbero arrivare le dimissioni di cortesia del presidente del Consiglio che il nuovo capo dello Stato dovrebbe respingere invitando il premier a proseguire il lavoro a palazzo Chigi.

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