La pandemia sta attraversando una fase di transizione e l’arrivo della variante Omicron, molto più contagiosa delle precedenti ma meno letale, ha spinto i governi europei a scegliere la strada della convivenza con il virus abrogando buona parte delle restrizioni in vigore. Non tutte le nazioni, però, hanno deciso di intraprendere questa strada e tra i bastian contrari spiccano i Paesi Bassi del premier Mark Rutte (che ha appena formato il suo quarto esecutivo). L’Aia è in lockdown dallo scorso 19 dicembre e nel Paese è tutto chiuso: negozi non essenziali, bar, ristoranti (tranne l’asporto), palestre, parrucchieri, locali pubblici e scuole. Nelle case private sono ammessi al massimo due ospiti (quattro durante le feste) e gli unici eventi permessi sono i funerali, i mercati agricoli settimanali e gli eventi sportivi senza spettatori. Jaap van Dissel, a capo del Comitato Tecnico Scientifico olandese, aveva affermato che le nuove misure avrebbero permesso di “guadagnare tempo” per consentire a quante più persone possibili di ricevere la dose booster e al sistema sanitario di prepararsi per un aumento delle infezioni.

Secondo i critici Rutte avrebbe cercato di compensare il lassismo del passato mostrandosi duro nel tentativo di rendere più credibile il nuovo governo ma non è detto che ci sia riuscito. L’ultimo lockdown ha aperto la strada a proteste continue e talvolta violente in una nazione dove lo scetticismo vaccinale è tradizionalmente forte. Il gruppo di attivisti denominato “Resistenza dei Paesi Bassi” ha organizzato una serie di dimostrazioni in diverse città come Amsterdam, L’Aia, Delft, Emmen e altre ancora. Alcune di queste hanno coinvolto solamente pochi attivisti mentre altre, come quella di Amsterdam, hanno visto la partecipazione di oltre 10mila persone e scontri con la polizia. La contrapposizione con le forze dell’ordine è stata particolarmente dura e queste ultime sono state accusate di brutalità e comportamenti violenti per aver utilizzato i manganelli per disperdere la folla. Sullo sfondo, poi, c’è stato il preoccupante tentativo fatto da alcuni membri del partito di destra Forum per la Democrazia (FvD) di politicizzare la dimostrazione arringando la folla e strumentalizzandola in proprio favore.

La situazione sanitaria presenta alcuni elementi rassicuranti ed altri preoccupanti. A partire dal 25 dicembre i contagi hanno registrato una fase di forte crescita con una media settimanale delle infezioni pari a 30mila casi, il punto più alto dall’inizio della pandemia, mentre la pressione sugli ospedali si sta riducendo, con 1114 pazienti ricoverati e 409 in terapia intensiva, ma resta significativa. Il ministro della Salute Ernst Kuipers vuole che il numero di pazienti Covid ricoverati nelle strutture sanitarie si riduca per poter riprendere l’erogazione delle altre prestazioni.

Il 76,5% per cento della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, il 71,4 per cento è completamente immunizzata e poco meno del 38 per cento ha ricevuto anche la dose booster. La migliore strategia per contrastare la variante Omicron è effettuare la dose booster di vaccino perché grazie ad essa la protezione dall’infezione e dalle forme gravi di Covid-19 ritorna a livelli elevati.

I Paesi Bassi hanno le restrizioni più ampie in questo momento e nelle ultime settimane si è diffusa la sensazione la pandemia sia tornata ai peggiori livelli. La situazione che si è venuta a creare ha colto di sorpresa molte persone, tra cui i turisti che sono arrivati con biglietti non rimborsabili e ha provocato un vero e proprio trauma in molte persone. Annemarie den Dekker, direttrice della programmazione degli eventi al Castello di Muiderslot, intervistata dal Washington Post, si è definita “incredula, perché tutti ci aspettavamo un Natale quest’anno”. Nelle città e che si trovano lungo il confine la frustrazione è molta perchè le persone non esitano a varcare la frontiera pur di poter fare acquisti nei negozi o cenare fuori provocando nuove forme di resistenza.

I funzionari di molte città olandesi hanno reso noto che non penalizzeranno i negozi che accoglieranno i clienti per protestare contro le restrizioni. A Sittard diverse attività commerciali lo hanno già fatto mercoledì scorso mentre almeno venti tra bar, ristoranti e negozi di Didam hanno reso noto che apriranno questo sabato. A Oude IJsselstreek il sindaco Otwin van Dijk ha chiarito che non interverrà se le attività apriranno mentre il funzionario Andries Heidem, come riportato dal Dutch Times, ha scritto a Mark Rutte per spiegare come “non sia una sorpresa” che “il supporto della società per queste misure stia svanendo”. L’evoluzione del quadro complessivo appare ancora incerta ma sembra probabile che siano imminenti le prime riaperture. Diversi media locali hanno reso noto che il governo autorizzerà la riapertura dei negozi non essenziali e dei parrucchieri a partire da sabato 15 gennaio ma esclusivamente su appuntamento. Il settore della cultura e quello dell’ospitalità dovrebbero invece restare chiusi, in linea con quanto dichiarato dal ministro della Salute Ernst Kuipers. Secondo il ministro, infatti, non ci saranno allentamenti significativi visto l’alto numero di infezioni nel Paese.

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