“La prima cosa da fare è capire la causa di questo diffuso disagio psicologico negli adolescenti. E la risposta è la dad o perlomeno in gran parte. Delle parole di Draghi in conferenza stampa salvo solo una cosa: bisogna tenere aperte le scuole. Questo deve essere un mantra”. Sono le parole dello psichiatra Paolo Crepet che, intervenuto nella trasmissione “L’Italia s’è desta” (Radio Cusano Campus), analizza le motivazioni che hanno portato a circa un raddoppio dei disturbi psicologici negli under 18.

Crepet spiega: “I ragazzi devono tornare a scuola. E questa è cura, non è una partita burocratica. Se tu stai a scuola, vedi gli amici, organizzi delle attività, hai un gruppo e soprattutto non interrompi la formazione di un anno scolastico che è un disastro assoluto. Come non si fa a non vedere tutto questo? Vuol dire che non andiamo oltre il nostro ombelico. Dall’inizio della pandemia, per questa generazione forse potrebbero essere stati utili 6 mesi di scuola in due anni, tanto è vero che poi vengono fuori tutti i discorsi a catena, come l’esame di maturità facilitato”.

Critica tagliente dello psichiatra al bonus psicologo, cancellato nell’ultima manovra del governo Draghi: “Il bonus psicologo è stato inventato lo scorso anno in Francia da Macron e non ha funzionato. L’idea che lo Stato paghi 10 sedute è una ulteriore presa per i fondelli ai ragazzi. Prima li fai star male, poi gli dai il bonus che è come lo sconto sull’albergo in costiera amalfitana. Vai dallo psicologo o dallo psichiatra, che non si sa chi è. Io faccio lo psichiatra da tanti anni, non siamo tutti uguali. Cominciamo a dire chi è lo psicologo, che formazione è, che esperienza ha. Io metto un adolescente in crisi in mano a uno psicologo con 3 anni di esperienza? Ma siamo matti. Io non sarei andato da me stesso quando avevo 4-5 anni di esperienza, ho dovuto averne 30 per capire dove mettere le mani”.

E chiosa: “L’adolescente è un cristallo e se entra dentro un elefante, spacca tutto. Lo dico per esperienza, a volte con un adolescente basta sbagliare una parola per giocarsi la relazione. Quindi, non possiamo fare i superficialoni, perché altrimenti è il solito giochetto. Che ci siano problemi psicopatologici nell’adolescenza lo sa qualsiasi neuropsichiatra infantile in Italia. A riguardo, ho scritto almeno tre progetti per istituire dei centri di crisi adolescenziale in Italia. Secondo voi, c’è qualcuno che mi ha dato retta?”.

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