È morta nella notte tra il 9 e il 10 gennaio Silvia Tortora, giornalista per la carta stampata e la tv e scrittrice. Nata a Roma nel 1962 e figlia del giornalista e conduttore televisivo Enzo Tortora, ha lavorato con Giovanni Minoli a Mixer e poi a La storia siamo noi realizzando una serie di grandi interviste. Dopo aver collaborato con il settimanale Epoca, ha pubblicato anche diversi libri tra cui Cara Silvia (Marsilio 2002) che raccoglie le lettere che il padre Enzo le scrisse dal carcere. Dal 2009 ha condotto Big con Annalisa Bruchi. Ha sposato l’attore francese Philippe Leroy, con cui ha avuto due figli Philippe e Michelle.

Figlia di Enzo Tortora e della sua seconda moglie Miranda Fantacci, insieme alla sorella minore Gaia, è sempre stata in prima linea nella difesa delle ragioni del padre, nel corso del processo, che lo vide condannato per associazione camorristica e poi assolto, ma anche dopo la morte. Suo il soggetto cinematografico del film Un uomo perbene, di Maurizio Zaccaro, dedicato alla figura del giornalista e conduttore, che le è valso nel 1999 il nastro d’argento al Festival di Taormina. Una vicenda quella del padre che ha vissuto con “dolore e grande amarezza”. “Dal mio punto non è cambiato nulla: sono 30 anni di amarezza e di disgusto – disse Silvia Tortora in occasione del 30° anniversario della morte del padre -. Mi aspettavo una riforma del sistema giudiziario, invece non è accaduto. I processi continuano all’infinito. Anzi in 30 anni c’è stata una esplosione numerica”.

Tanti i messaggi in suo ricordo pubblicati su Twitter. “Il mio cordoglio per la prematura scomparsa di Silvia Tortora”, ha scritto il presidente del Parlamento Ue David Sassoli. “Una vita spesa per il garantismo, per la memoria del padre Enzo, vittima di malagiustizia, per un Paese più maturo e più civile”. Poco prima aveva parlato anche la senatrice dem Valeria Fedeli: “Mi stringo al dolore dei familiari per la scomparsa di Silvia Tortora”, si legge. “Una donna forte, coraggiosa, una giornalista capace di fare grande informazione in #Rai e non solo e di battersi sempre, dalla tragica vicenda del padre Enzo in poi, per una giustizia davvero giusta”.

Anche il presidente leghista del Veneto Luca Zaia ha voluto ricordarla: “Il giornalismo italiano di qualità perde una dei suoi migliori interpreti”, ha dichiarato. “Con Silvia Tortora se ne va una brava giornalista, un’ottima scrittrice, ma anche una testimone equilibrata e corretta di una fase storica difficile come fu quella della condanna al padre Enzo Tortora e la sua morte. Ai suoi famigliari, a chi le ha voluto bene e a chi ha avuto la fortuna di lavorare con lei esprimo le mie più sincere condoglianze”.

Anche Maurizio Turco e Irene Testa, segretario e tesoriere del Partito Radicale, hanno voluto ricordare Silvia Tortora. “Il Partito Radicale, nel porgere le condoglianze alla famiglia, ai parenti ed amici, continua a mantenere viva la lotta per una giustizia giusta. Avevi ragione Silvia. Enzo era un uomo per bene e il Partito Radicale su questo non ha mai avuto dubbi, fin dai primi momenti dell’arresto. Avevi ragione, Silvia, anche quando sostenevi che dopo 30 anni la giustizia e il sacrificio di Enzo erano stati vani. Noi, ancora oggi, in nome di Enzo, proviamo a cambiare questa giustizia con il referendum. Per Enzo, per te, per milioni di cittadini vittime di un sistema feroce”.

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