In Italia gli over 50 non vaccinati – ora soggetti all’obbligo previsto dall’ultimo decreto anti Covid – sono 2,1 milioni. La strada per immunizzarli tutti si preannuncia decisamente lunga se il ritmo rimarrà quello che sta facendo esultare il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, soddisfatto perché venerdì 7 gennaio 15.239 ultracinquantenni si sono fatti inoculare la prima dose. “Il dato rappresenta il triplo di quello medio registrato nei sette giorni precedenti, pari a circa 5.500 prime somministrazioni al giorno”, ha fatto sapere il responsabile del piano vaccinale. Che domenica a Mezz’ora in più su Rai3 ha ribadito: “Negli ultimi due giorni abbiamo fatto 65-70mila prime dosi al giorno di cui oltre 15mila agli over 50”. Basta fare due conti, però, per scoprire che di questo passo bisognerà attendere l’inizio di maggio, a ondata di Omicron molto probabilmente superata, solo per concludere le prime dosi ai renitenti.

Per raggiungerli tutti, a forza di 15mila iniezioni al giorno, ci vorranno 140 giorni. Il tutto, ovviamente, se la macchina reggerà (Figliuolo ha chiesto alle Regioni di prevedere delle finestre ad hoc per non “spiazzare” gli altri appuntamenti) ma soprattutto se i no vax convinti cambieranno davvero idea a causa della sanzione di 100 euro e della necessità del Super Green pass per lavorare. Un’arma di convincimento che, portando con sé la sospensione dal lavoro, ha qualche probabilità di successo nella fascia 50-59 anni, in cui stando all’ultimo report del commissario straordinario aggiornato al 7 gennaio sono compresi 993mila non vaccinati, e in quella tra i 60 e i 69 (616mila senza prima dose). Chissà però se i 100 euro di multa via Agenzia delle Entrate saranno sufficienti per portare negli hub vaccinali i 374mila 70-79enni e i 181mila over 80, dunque quasi sicuramente pensionati, che nonostante il maggior rischio di finire in terapia intensiva finora non hanno fatto nemmeno una dose.

E attenzione: per rispettare le nuove disposizioni del governo una o due dosi non bastano, serve la seconda dose e poi anche il booster, fatto fino ad oggi a 23 milioni di italiani. Ma il 30% dei 50-59enni la cui seconda dose risalga a oltre due mesi fa non l’ha ancora fatto, mentre tra gli over 80 la percentuale scende al 18%. Sono altri milioni di somministrazioni da fare prima di arrivare alla meta. A metà giugno, quando l’obbligo vaccinale verrà meno, si vedrà se la presunta “corsa” abbia portato i risultati sperati. Oggi, intanto, Figliuolo ha annunciato la tabella di marcia di qui all’1 febbraio: per la prossima settimana il target assegnato alle Regioni è di 580mila dosi al giorno (un po’ meno per sabato e domenica), che dalla settimana successiva dovrebbero salire a 600mila al giorno di cui “almeno 450mila dosi booster e le rimanenti ai bambini e agli over 50 non vaccinati”. Nei prossimi 20 giorni, ha promesso, “faremo 11-13 milioni di somministrazioni”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire, se vuole continuare ad avere un'informazione di qualità. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Bergamo-Udine in 2 ore e mezza: il viaggio dei carabinieri per portare un rene da trapiantare

next