“Per qualche inspiegabile motivo (se non l’incuranza), il governo si ostina ad allargare i protocolli pensati per i licei diurni alle scuole serali (ovviamente senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze)”. È una lettera dura quella che M.C., studentessa di un istituto serale sta mandando in questi giorni alle redazioni dei giornali. La durezza è quella di chi si sente fregato senza un vero motivo. La fregatura è che i protocolli scolastici di prevenzione dal Covid prevedono le lezioni a finestre aperte. Ma la sera d’inverno con le finestre aperte, specie al nord, fa parecchio freddo. E se tu hai deciso di rimetterti a studiare una volta raggiunta l’età adulta, è il ragionamento, stai già facendo uno sforzo. Perché allora renderlo difficile da sopportare applicando al serale i protocolli del diurno senza riflettere sulle differenze – di temperatura e di età – tra l’uno e l’altro?

“Da mesi siamo obbligati a svolgere le lezioni con le finestre aperte ma, in inverno, in orario serale, dalle 18 alle 23, in aule da 50 mq occupate anche da sole 4 persone, significa studiare all’addiaccio”, spiega M.C. chiedendosi “che razza di scuola costringe i suoi alunni a tutto questo pur di studiare? Sia chiaro che in questa narrazione non c’è alcuna esagerazione. Sono mesi che moriamo di freddo“.

Quindi la considerazione sul fatto che forse per le serali, almeno d’inverno, la didattica a distanza sarebbe migliore. “Del resto, non siamo adolescenti che resterebbero a casa da soli, senza possibilità di socializzare, mettendo in difficoltà i genitori sul da farsi. I genitori in difficoltà, siamo noi”, aggiunge ricordando che le serali sono scuole normalmente frequentate da lavoratori dove sarebbe già prevista una quota di lezioni a distanza, la cosiddetta FAD o fruizione a distanza, che va applicata per il 20% del monte ore.

“È una misura pensata proprio per agevolare gli adulti che avrebbero tutto da guadagnare nel poter studiare da casa. Senza stravolgere alcun protocollo, avrebbero potuto utilizzare questo 20% per coprire i mesi di dicembre e gennaio. Azione assolutamente sensata che non è però attuabile su sola richiesta degli alunni”, lamenta M.C. per la quale “già prima dell’emergenza le scuole serali erano considerate l’ultima ruota del carro. Adesso ci stanno anche togliendo la dignità dello studio”.

M.C. ha fatto una richiesta formale agli uffici scolastici territoriali, ma non ha avuto alcuna risposta. “Attualmente ci autogestiamo richiedendo la Fad ma non sempre viene accettata – spiega a ilfattoquotidiano.it – Paradossalmente, proprio perché la Dad ufficiale potrebbe partire da un momento all’altro, i prof sono restii ad accettarla se non per pochi giorni. Non siamo liberi di usufruirne per il tempo che preferiamo. Tra l’altro molti di noi non lavorano quindi non sono nemmeno vaccinati. È una situazione fuori controllo”.

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