È morto, colpito da infarto, Michele Ammendola, animatore della pizzeria-etica Porta Pazienza del quartiere Pilastro di Bologna. Di origini napoletane, avrebbe compiuto 46 anni il 17 gennaio. Simbolo dell’antimafia, nel suo locale ha sempre dato lavoro ai più fragili, usando prodotti che provenivano dalle terre confiscate alle organizzazioni criminali. Infatti, oltre ad essere una pizzeria, Porta Pazienza è un progetto sociale di inclusione e reinserimento di persone in difficoltà, tra cui anche ragazzi con la sindrome di Down. Durante questi ultimi due anni Porta Pazienza si è trovata costretta a fronteggiare le difficoltà conseguenti alle chiusure per Covid. Ripercussioni che non sono solo economiche, ma anche sociali ed educative, perché sono venute meno tutte quelle attività didattiche che si affiancavano al lavoro in pizzeria.

In un post su Facebook Libera Bologna, la sezione locale dell’associazione presieduta da Don Luigi Ciotti e impegnata nella lotta civile alla mafia e alle organizzazioni criminali, ha espresso il suo cordoglio alla famiglia di Ammendola.

Anche il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha espresso il suo dolore alla famiglia e alla comunità della pizzeria Porta Pazienza. “Che brutto scherzo ci hai fatto Michele. Tu che ogni giorno pubblicavi le foto dei tuoi bimbi. Tu che mi hai bombardato con il tuo carisma e i tuoi fritti anti camorra, anti violenza, anti fascismo”, ha scritto Lepore. “Tu si una cosa grande Michè! E Bologna starà accanto ad Alessandra, Francesco e Luca. È l’impegno che ci prendiamo con te. Che la terra ti sia lieve, compagno”, ha detto infine il sindaco del capoluogo emiliano-romagnolo.

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