Un aumento del 20 per cento in appena 24 ore nonostante il calo dei test e di oltre il 50% rispetto a 7 giorni fa. Probabilmente sotto la spinta della variante Omicron, i nuovi casi continuano a far registrare incrementi repentini: sono stati 36.293 i contagi accertati in un giorno tra i 779.303 tamponi processati, di cui 534.224 test antigenici rapidi. Martedì erano stati 30mila (con 851mila testati) e mercoledì 15 furono circa 23mila, con un incremento – come detto – superiore al 50 per cento.

L’incidenza quindi si assesta al 4,7%, con quella dei soli molecolari al 10,4%. In aumento la pressione sui reparti ordinari con 163 posti letto in più occupati rispetto a martedì, mentre le terapie intensive, con i decessi ormai stabilmente oltre i cento e a quota 146 nelle ultime 24 ore, fanno segnare -2 in un giorno da 92 ingressi.

I dati degli ultimi giorni con la costante risalita dei positivi, uniti ai risultati della fotografia della diffusione di Omicron scattata dall’Iss con la flash survey, finiranno sul tavolo della Cabina di regia che giovedì 23 dicembre stabilirà le misure che entreranno in vigore dopo Santo Stefano per rispondere alla nuova ondata pandemica, in attesa di comprendere nelle prossime settimane quale impatto avrà sugli ospedali. Di certo, i primi tre giorni della settimana che porta al Natale hanno certificato un incremento di tutti gli indicatori, seppur con intensità diverse delle ascese.

Da lunedì ad oggi sono i contagi rintracciati sono stati 83.304, quasi 27mila in più dei 56.584 scovati tra il 13 e il 15 dicembre: un incremento vicino al 50%. Aumentano nel frattempo il saldo dei posti letto occupato nei reparti, con 818 ricoverati in più in 72 ore (fu +612 la scorsa settimana), e gli ingressi in terapia intensiva, passati da 237 a 261. Incremento anche dei decessi con 436 vittime del Covid negli ultimi tre giorni (347 una settimana fa).

Ad oggi quindi sono 8.544 i ricoverati con sintomi in area medica e altri 1.010 pazienti sono assistiti in terapia intensiva. L’alto numero di nuove diagnosi ha portato gli attualmente positivi a sfondare il muro dei 400mila (402.729) con 393.175 persone in isolamento domiciliare. Da inizio pandemia i casi totali accertati sono stati 5.472.469, con 136.077 vittime e 4.933.663 di guariti o dimessi (17.595 nelle ultime 24 ore).

La Lombardia, trascinata dalla “prevalenza di Omicron nel Milanese” come spiegato dal presidente della Società di Virologia Arnaldo Caruso, ha rintracciato 10.569 nuovi positivi in 24 ore. Il Veneto con 4.522 diagnosi è la seconda regione con il maggior numero di casi rintracciati, ma la situazione è in peggioramento in diverse zone d’Italia.

Per il secondo giorno consecutivo, la Toscana ha diagnosticato il doppio dei casi rintracciati 7 giorni prima: sono stati 2.038 in un giorno. Forti incremento anche in Piemonte (3.290), Campania (2.650), Lazio (2.497) dove però l’assessore Alessio D’Amato ha spiegato che l’indice Rt è in discesa a 0,99, ed Emilia Romagna (2.068). Oltre mille casi anche in Sicilia (1.410) e Liguria (1.129). Cifre sfiorate anche da Puglia (952) e Friuli Venezia Giulia, dove dopo 3 settimane di zona gialla sono state 937 le nuove positività accertate.

Le Marche hanno segnalato 836 casi, l’Umbria ne riporta 676, l’Abruzzo una di meno. Nella Provincia di Bolzano sono stati 399 i contagi scovati, in quella di Trento 392. Pochi di meno in Sardegna (304), mentre Basilicata (165), Molise (83) e Valle d’Aosta (67) sono le tre regioni con gli incrementi assoluti più contenuti.

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