Tampone nei luoghi affollati come le discoteche, ma anche per le feste in piazza, negli alberghi e in generale nei locali chiusi, e per andare allo stadio. Obbligo di mascherine all’aperto anche in zona bianca e riduzione del green pass a 5 mesi. Sono le opzioni che saranno sul tavolo della cabina di regia di Palazzo Chigi e dal consiglio dei ministri, fissati entrambi per il 23 dicembre dal capo del governo Mario Draghi. Tutto dipende dalla nuova indagine delle autorità sanitarie sulla variante Omicron: lunedì prossimo è il giorno della cosiddetta “flash survey“, un campionamento concentrato in 24 ore il cui report sarà appunto discusso dal governo tre giorni dopo. Tra le ipotesi in campo c’è anche l’estensione dell’obbligo vaccinale ad altre categorie lavorative come quelle a contatto con il pubblico (si pensa in particolare alla pubblica amministrazione) oppure l’estensione del certificato verde in versione rafforzata negli stessi ambiti. Come conferma il sottosegretario alla Salute Andrea Costa al Tg4 sarà “un momento per fare il punto della situazione, valutare ed eventualmente decidere se ci sarà bisogno di ulteriori provvedimenti; mi pare che il governo non si è mai sottratto alla responsabilità di prendere scelte”.

La corsa contro il tempo per arginare il diffondersi delle mutazioni passa anche per un potenziamento del tracciamento, che in Italia è al di sotto dei minimi fissati in Europa. Per questo il ministero potrebbe chiedere un potenziamento del lavoro degli oltre 70 appositi laboratori nelle varie Regioni, che riversano i dati nella piattaforma per la sorveglianza genomica delle varianti presenti nel Paese. La Regione Emilia-Romagna ha chiesto al Commissario per l’emergenza la disponibilità di 120 militari per il tracciamento. “E’ fondamentale capire quanto sta crescendo la Omicron e con che ritmo rispetto all’andamento epidemiologico”, spiega il ministro Roberto Speranza. Al momento sono salite a 84 le sequenze di Omicron analizzate. Ma – avverte il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro – sulla variante “è probabile un aumento dei casi nei prossimi giorni”.

In effetti la quarta ondata sembra essere in pieno svolgimento e la fotografia la dà il confronto con la scorsa settimana, sabato su sabato: 7mila contagi in più rispetto a 7 giorni fa, ma anche oltre mille ricoverati in ospedale in più e 135 pazienti in più a entrare in terapia intensiva. Altre Regioni come la Lombardia, oltre alle sette (province autonome comprese) già in zona gialla, hanno i numeri in netta crescita e si avviano a lasciare la zona bianca nelle prossime settimane. Numeri che fanno presagire la necessità di nuovi provvedimenti entro la fine dell’anno. La Regione Lazio anticiperà anche il governo: il presidente Nicola Zingaretti sta valutando un’ordinanza per imporre l’obbligo di mascherina all’aperto anche in zona bianca già dal 23 dicembre.

In attesa del prossimo decreto è stato intanto pubblicato in Gazzetta ufficiale il Dpcm che indica le modalità per la revoca del Green pass qualora il possessore del certificato dovesse risultare positivo durante il periodo di validità del documento o in caso di pass falsi. A generare la revoca automatica in caso di positività è la “Piattaforma nazionale-Dgc”. La stessa revoca sarà comunicata anche al Gateway europeo. Sarà poi annullata automaticamente a seguito dell’emissione della certificazione verde di guarigione.

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