Rossella Mastromartino, operaia di 36 anni, è morta nella serata di sabato 18 dicembre all’ospedale San Carlo di Potenza dove era stata portata dopo essere stata investita da un autobus al termine del turno della notte in un’azienda della zona industriale di Melfi (Potenza). Erano le 6, era ancora buio e perciò nel corso della giornata è montata la polemica sulla scarsa illuminazione dell’area, dove ha sede anche lo stabilimento Stellantis. Da tempo i sindacati e i lavoratori ne denunciano la pericolosità per l’incolumità di chi vi transita.

Assunta alcuni anni fa da una cooperativa che esegue dei lavori all’interno della Proma, un’azienda dell’indotto Stellantis, Rossella aveva due figli e viveva a Melfi. Anche il padre, per anni, ha lavorato nella stessa zona industriale. Sabato mattina, dopo aver terminato il turno di notte, stava attraversando la strada, in prossimità delle strisce pedonali (in realtà con il buio poco visibili): l’autista ha provato a fermare il bus, ma non è riuscito a evitare l’impatto. Si è subito fermato e ha chiamato i soccorsi. Rossella è stata trasportata con un’ambulanza del 118 Basilicata soccorso prima all’ospedale di Melfi, poi però, a causa della gravità delle sue condizioni, è stata trasferita in elicottero al San Carlo di Potenza. Nel più importante della regione è stata in coma per alcune ore ed è stata sottoposta anche a un delicato intervento neurochirurgico, ma è morta in serata.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Melfi per eseguire gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente e ascoltare l’autista, sottoposto pure ai dovuti accertamenti sulle sue condizioni psico-fisiche. Sicuramente l’uomo sarà iscritto nel registro degli indagati, ma quello che è apparso chiaro fin dai primi istanti successivi all’investimento è che la “colpa” sia principalmente della scarsa illuminazione dell’area, ogni giorno punto di arrivo e di partenza (con la propria auto o con i pullman) di migliaia di lavoratori. E così i sindacati sono intervenuti all’unanimità per denunciare “un incidente annunciato“, per dirla con il segretario regionale della Uil, Vincenzo Tortorelli.

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