Nel giorno dello sciopero generale il settimanale britannico The Economist, il cui primo azionista con il 43% è la Exor della famiglia Agnelli, ha proclamato l’Italia paese dell’anno. La motivazione ufficiale spiega che la Penisola “è cambiata” con Draghi, “un premier competente e rispettato a livello internazionale” e non si può negare che “sia migliore di un anno fa”. C’è “una maggioranza che ha sepolto le divergenze a sostegno di un programma di profonde riforme” in vista dei fondi del Recovery ed un’economia che si sta riprendendo meglio di quelle francesi e tedesche, scrive la rivista mettendo però in guardia sul “pericolo che questa insolita esplosione di governance possa subire un’inversione” se Draghi andasse al Quirinale, “un incarico più cerimoniale”, lasciando il posto ad un premier “meno competente”. Un editoriale in cui si auspicava la permanenza di Draghi a palazzo Chigi è apparso pochi giorni fa sul quotidiano londinese Financial Times.

La rivista spiega che il riconoscimento non va al paese “più ricco e più felice” ma a quello che ha ottenuto i maggiori progressi. Roma, si legge ancora, non è stata scelta ” per l’abilità dei suoi calciatori, che hanno vinto l’Europeo, né per le sue pop star, che hanno vinto l’Eurovision Song Contest, ma per la sua politica“. L’Economist ricorda anche come il tasso di vaccinazione Covid dell’Italia sia fra i più alti d’Europa. E dopo un difficile 2020, la sua economia si sta riprendendo più velocemente che in Francia o Germani”. Nel complesso, rimarca il settimanale economico finanziario, il miglioramento rispetto ad un anno fa è evidente. “Per questo è il nostro paese dell’anno” concludendo con un “auguroni!” in italiano.

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