Come già ho scritto, l’esplosione delle domande per il Super Bonus 110% ha fatto saltare il mercato.

Con il gruppo d’acquisto stiamo realizzando i lavori in alcuni condomini ma i tempi per le case unifamiliari sono stati prorogati di troppo poco e molti resteranno esclusi. Io volevo restaurare e rendere efficiente una casa colonica di pietra dentro l’Ecovillaggio Solare ma non sarà possibile. In zona non trovo ditte in grado di farlo nei tempi ristretti. Le aziende costruttrici e installatrici con le quali avevamo fatto accordi si sono ritirate una dopo l’altra. I prezzi sono esplosi, spesso più che raddoppiati, i tempi pure.

Stiamo riuscendo ad andare avanti con i condomini perché l’entità dei lavori li rende ancora convenienti, ma le casette non sono convenienti per le ditte, tanto più se pretendono prezzi onesti.

Sicuramente il 110% è una legge ottima per l’economia e per i condomini. Ma la penalizzazione delle case unifamiliari è ingiusta. E sicuramente il governo ne ha grande responsabilità.

Fin dall’inizio abbiamo insistito sulla necessità di un organismo di controllo che vigilasse su prezzi gonfiati e contratti iniqui. Ma ben pochi ci hanno sostenuto in questa battaglia. Per i condomini abbiamo già ottenuto la proroga a fine 2023. Ora stiamo ancora cercando di ottenerla anche per le case piccole. Il che permetterebbe di calmierare il mercato. Bisognerebbe decidere però per una proroga di almeno tre anni. E ovviamente per un controllo sui prezzi che dissuada gli speculatori.

Abbiamo lanciato una raccolta di firme che ci ha permesso di consegnare 40mila adesioni ad un gruppo di parlamentari che appoggiano questa ipotesi, tra questi il prode Fraccaro che la legge l’ha scritta. Fraccaro condivide la convinzione che questa legge sia positiva anche economicamente per lo Stato grazie al recupero dell’IVA, l’emersione del nero, l’aumento del Pil e quindi dell’imponibile, la diminuzione della disoccupazione, delle spese energetiche delle famiglie, dell’inquinamento e della pericolosità sismica. Tutte voci positive di bilancio che dovrebbero innescare un circuito virtuoso e ripagare l’investimento del Bonus 110%. Ma sono concetti difficili da capire per la nostra classe politica. Cambiamenti di paradigma. Non abbiamo perso tutte le speranze.

Dispiace ammettere che alcuni dubbi sul gruppo di acquisto si sono rivelati più che fondati. Non che la legge fosse una presa per il culo. Gli effetti globali non si può dire che siano negativi. Molte famiglie italiane riusciranno a tagliare la loro bolletta energetica e a vivere in case più sicure. Ma il sistema italiano è talmente scadente che non è capace di considerare chi come me e parecchi aderenti al gruppo d’acquisto e altre migliaia di italiani ha sognato di rientrare in questo finanziamento a fondo perduto e ne è restato escluso, con il sovraccarico di aver investito tempo e denaro per verificare se aveva diritto al Super Bonus.

Doppia amarezza perché avevamo intuito il rischio di un’esplosione del mercato, lo abbiamo detto e non siamo riusciti a far capire quanto fosse importante dotarsi di sistemi di controllo. La scelta di costituire un gruppo d’acquisto per supportare le persone andava in questa direzione cercando di ovviare ai limiti della legge.

Siamo andati a sbattere contro la sopravvalutazione delle caldaie a metano e la sottovalutazione delle pompe di calore specie se geotermiche per cui e la miopia dei politici italiani che anche quando riescono ad approvare una legge giusta poi con il cambio di governo non le gestiscono, non si rendono conto che le leggi poi devono camminare, devono essere sostenute e gestite nel mondo reale.

Se vogliamo decarbonizzare le città e davvero ridurre le bollette la legge deve essere modificata prevedendo i costi reali delle le pompe di calore e dei cappotti naturali per le facciate (i massimali previsti per queste tipologie di intervento sono troppo bassi per le villette unifamiliari). Ogni volta che misuro quanto è difficile il cambiamento mi prende lo sconforto. Dovrei finire questo articolo con una frase piena di ottimismo.

Lo dice la mia l’etica comunista: dopo ogni sconfitta devi rialzarti e tornare a combattere. L’ho fatto tante volte. Ma adesso che sono più saggio penso che ogni tanto fa proprio bene restare per terra quando sei caduto. Restare per terra per un po’. Ne hai bisogno. Forse… poi… Ma intanto hai anche il diritto di piangere.

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