Il tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva è superiore alla soglia da zona gialla in sei regioni, mentre quello di area medica ha toccato il 10% a livello nazionale con quattro aree oltre il limite. La fotografia scattata da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, traduce in pratica il vistoso aumento di ricoverati dell’ultimo mese, raddoppiati rispetto alla prima settimana di novembre. La situazione più preoccupante per quanto riguarda le terapie intensive – dato nazionale al 9% – si registra nella Provincia di Trento (17%, con un balzo del +4% in un giorno), in Friuli Venezia Giulia (15%) e in Lazio, Liguria, Marche e Veneto, tutte al 12%.

Mentre la soglia del 15% per l’area medica risulta superata da Friuli Venezia Giulia (23%), Valle d’Aosta (22%), Bolzano (19%) e Calabria (17%). Notevoli le differenze regionali, con le intensive in crescita in Abruzzo (dove arrivano al 6%), Campania (al 5%), Lazio, Trento (al 17%) e Piemonte, che è al 7%. Mentre calano in Calabria (al 9%), Friuli Venezia Giulia, Umbria (all’8%). I ricoveri in area medica sono invece in crescita in Calabria (al 17%), Liguria (al 12%), Marche (al 12%), Valle d’Aosta (al 22%).

Mentre risultano in calo in Friuli Venezia Giulia (al 23%), Molise (al 6%), Bolzano (al 19%), Veneto (all’11%). Le soglie del 15% per l’area medica e del 10% in terapia intensiva sono i parametri indicati dal ministero della Salute per il passaggio di colore, insieme all’incidenza settimanale superiore a 50 casi su 100mila abitanti. Le uniche regioni che superano entrambe le soglie sono Friuli Venezia Giulia e Bolzano, che sono già in zona gialla.

Intanto, nella nuova mappa dell’Ecdc, l’Agenzia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie, l’Italia continua a colorarsi di rosso. In giallo, quindi con un rischio considerato medio-basso, ci sono Sardegna, Sicilia, Calabria, Molise e Umbria. Mentre Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Bolzano sono in rosso scuro e tutte le altre regioni in rosso. In Europa, il giallo e il rosso coprono ampie regioni della Spagna, della Romania e della Bulgaria. Francia settentrionale, Germania settentrionale, Svezia e Finlandia sono in rosso, il resto del continente – considerato ormai dall’Oms il ‘motore’ dell’ondata – è rosso scuro.

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