Non dice di essere nettamente contrario al presidenzialismo, ma visto che al momento non ci sono le condizioni rilancia proponendo la sfiducia costruttiva. Si dice favorevole al voto ma solo dopo la fine dell’emergenza e apre alle primarie per scegliere il leader della coalizione. Giuseppe Conte va ad Atreju, alla festa di Fratelli d’Italia, e illustra quali riforme istituzionali vorrebbe portare avanti. “Ho sentito di questa petizione sul presidenzialismo. Non credo che in questo momento ci sia la possibilità di dare vita a una fase costituente con delle riforme così importanti. Se pensiamo a cose troppo ambiziose rischiamo di non concludere nulla. Vi lancio io una petizione: sfiducia costruttiva e stop crisi al buio, e poi fiducia a Camere congiunte”, dice il leader dei 5 stelle intervistato dal direttore del Tempo, Franco Bechis, e quello del Tg2, Gennaro Sangiuliano. Il secondo scherza: “Oggi rompiamo ufficialmente l’embargo dei 5S con la Rai. Io sono un giornalista Rai e lei dialoga con me”. L’ex premier sorride. E poi racconta: “Sono vari mesi che non prendo una lira perché sono in aspettativa dell’università e ho rinunciato a fare l’avvocato. Ho chiuso il mio ufficio, ho riscosso le fatture e vivo con quello che avevo da parte: da quando ho assunto questa responsabilità ho tirato una linea”.

Non era dunque il caso di accettare la candidatura alle suppletive della Camera nel collegio di Roma 1? Enrico Letta ha fatto in modo molto cortese questa proposta, gli ho espresso le mie perplessità. Ha fatto un gesto di cortesia, non credo sia rimasto male”, risponde il capo dei 5 stelle. Che poi spiega cosa farebbe lui al posto del presidenzialismo. “Serve qualcosa di concreto: firmiamo la sfiducia costruttiva, senza cambiare l’impostazione generale, facciamo come in Germania. Poi potremmo introdurre che si prende la fiducia a camere congiunte, terzo possiamo ragionare sul premier che abbia la possibilità di revocare il mandato dei ministri. Serve stabilità: non possiamo avere un governo che duri un anno”, continua l’ex presidente del consiglio. Che poi ripete quanto già illustrato più volte sulla legge elettorale: “La mia opinione è che non esista quella ideale: interpreta il momento storico che vivi. Io mi permetto di dire che in questa fase storica in cui ci sono tante differenze e sensibilità diverse penso a un proporzionale con soglia al 5%“. Sulle riforme, Conte ha pure scherzato con Giorgia Meloni: “Spero si possa discutere con FdI sulle riforme costituzionali: ma affrontiamo prima la legge elettorale, ora è presto”. Poi rivolto alla leader di Fdi ha aggiunto: “Sarai tu la leader del centrodestra? Sei già sicura“. E a proposito di riforme, Conte ha detto che per quanto riguarda i referendum sulla giustizia promossi da Lega e Radicali, vuole “che ci sia una discussione all’interno del M5s. Alcuni potrei sottoscriverli anche io ma non sono d’accordo sul fatto che ci sia una sorta di rivalsa del potere politico sulla magistratura”.

Per quanto concerne, invece, il voto anticipato il leader dei 5 stelle spiega che dal suo punto di vista “gli elettori devono votare ma una volta usciti da un contesto di emergenza: non mi auguro una legislatura dove si vada a votare ogni anno”. E sui rapporti col Pd? “A tempo debito decideremo il criterio migliore per la scelta del leader di coalizione, ma non mi spaventa l’ipotesi di fare delle primarie”. Sangiuliano chiede: ha problemi con Renzi o Calenda? “Non ho problemi. Sono loro che hanno dei problemi”. E a questo proposito l’ex premier ha letto un tweet del leader di Azione: “Ogni 5S dovrebbe restare fuori da qualsiasi incarico superiore alla vendita di lattine di chinotto allo stadio. E mi impegnerò attivamente per conseguire questo risultato”, è il testo del posto di Calenda. “Io – commenta Conte – non mi proporrei mai di distruggere Fratelli d’Italia”.

Inevitabile, poi, che l’ex premier commenti la questione dell’elezione al Quirinale. Gli chiedono: c’è l’ipotesi di un presidente della Repubblica che non sia di centrosinistra? “Assolutamente. Non è scritto da nessuna parte che un presidente della Repubblica deve essere di una determinata provenienza o di un’area politica particolare. L’importante è che abbia un alto profilo morale”, risponde il capo dei 5 stelle. Che poi torna su quanto su quanto dichiarato a L’Aria che tira su La7, quando ha detto che secondo lui Silvio Berlusconi “ha fatto anche cose buone”. Bechis chiede: quali? “Nel 1994 – risponde Conte – ha avuto la capacità di interpretare il sentimento di bipolarismo che era latente nel Paese all’esito di Mani Pulite. Forse riconoscerei anche che ha contribuito a spingere partiti che erano più a destra verso una destra più moderna, di governo”.

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