“La Commissione adotterà una tassonomia che copre anche il nucleare e il gas”. Lo ha detto il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, nel corso della conferenza stampa che si è svolta al termine dell’Ecofin, rispondendo a una domanda su quali fossero le novità venute fuori proprio dal Consiglio Economia e Finanza sulla classificazione in base alla quale verrà stabilito che cosa è un investimento ‘verde’ in Unione europea e che cosa invece non lo è. Dombrovskis ha spiegato che la questione è stata sollevata da vari ministri e che le posizioni sono diverse. Rispetto ai tempi, “stiamo preparando il nuovo atto delegato, non abbiamo una data concreta per la proposta della Commissione – ha precisato – ma sarà fatto nel prossimo futuro senza indugi”. Il primo atto delegato Ue sulla tassonomia aveva stralciato nucleare e gas, era stato bloccato dai Paesi proprio in attesa di vedere come la Commissione avrebbe risolto la questione delle due fonti energetiche. Ed ora non ci sono più solo segnali, ma anticipazioni vere e proprie, dalle quali si deduce che gas e nucleare saranno inserite nella tassonomia verde, bisogna solo capire a che condizioni e con quali limiti temporali. Gli Stati Membri e il Parlamento europeo avranno quattro mesi di tempo per avanzare obiezioni sulla proposta della Commissione che, altrimenti, sarà adottata.

Ecofin, sulla tassonomia confermate le parole di Ursula von der Leyen – Nell’anticipare quale sarà la posizione che la Commissione Ue rappresenterà attraverso la sua proposta di Tassonomia verde, Valdis Dombrovskis ha ricordato le stesse parole di Ursula von der Leyen. “Come ha indicato la presidente, abbiamo bisogno di energie rinnovabili ma anche di fonti stabili” ha detto, ribadendo le ragioni alla base di un’intenzione espressa per la prima volta in modo chiaro alla fine di ottobre scorso, quando la presidente della Commissione Ue (di cui era già nota la posizione a favore dell’energia dell’atomo) ha spiegato, scoprendo le carte, che per fonti stabili intendeva nucleare e gas. “La tassonomia deve essere robusta e dovrebbe aiutare gli Stati a scegliere le fonti energetiche” ha dichiarato Dombrovskis. Se qualcuno si aspettava, dunque, un freno, in ambito Ecofin, rispetto agli ultimi segnali, ebbene il segno è arrivato semmai in direzione opposta. E c’era da aspettarselo dopo le dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore anche dal presidente della commissione Ambiente dell’Europarlamento Pascal Canfin, molto vicino all’Eliseo, che ha proposto un compromesso: “Gas fonte di transizione sottoposta a condizioni, come il nucleare, con la possibilità per gli investitori di non considerare entrambe”.

Il compromesso proposto – Come Canfin stesso ha raccontato, il compromesso da lui proposto è studiato “molto attentamente” dalla Commissione e somiglia molto al documento francese circolato qualche settimana fa. Secondo questa ipotesi una centrale a gas verrebbe, per esempio, considerata sostenibile, anche se ‘in transizione’: fino al 2030-2035 e se, con emissioni inferiori a 270 grammi di CO2 per Kilowattora prodotto in media nell’intero ciclo di vita, sostituisse un impianto a carbone. Discorso diverso per il nucleare. “Ha emissioni vicine allo zero – ha spiegato Canfin – ma non si può considerare green di per sé, per il rischio ambientale e quello dei rifiuti. Ma l’attività economica della gestione dei rifiuti potrebbe essere oggetto di un altro atto legislativo nel 2022”. Secondo il presidente della commissione Ambiente dell’Europarlamento “queste soluzioni sono compatibili sia con la posizione della Francia, sia con il contratto di coalizione del nuovo governo tedesco”.

La protesta di Greenpeace – Nel frattempo, a Bruxelles, un gruppo di attivisti di Greenpeace Belgio ha portato davanti ai palazzi della Commissione e del Consiglio europeo un gigantesco dinosauro per protestare contro la possibile inclusione del gas fossile e del nucleare nell’elenco degli investimenti sostenibili. Il Taxonosaurus rex “simboleggia le scelte sorpassate e dannose che l’Unione Europea potrebbe adottare sulla spinta di alcuni stati membri” spiega Greenpeace, ricordando che i piani della Commissione Ue “di includere il gas fossile, il nucleare e gli allevamenti intensivi nella tassonomia sono stati oggetto di critiche severe anche da parte di alcuni stati membri (non l’Italia, ndr), gruppi finanziari, agenzie dell’Onu e ambientalisti, nonché del Gruppo di esperti tecnici della stessa Commissione che aveva redatto le raccomandazioni iniziali della proposta”.

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