Sconcerto, imbarazzo, vergogna, rabbia, delusione. Sono questi i termini che i dirigenti scolastici di tutt’Italia usano nei confronti del governo Draghi dopo il balletto delle circolari sull’uso della quarantena e della didattica a distanza delle ultime ore. Lunedì 29 novembre nella tarda serata è stato siglato il documento che reintroduceva le lezioni online per tutta la classe al primo contagiato. Martedì 30 novembre, nel corso del pomeriggio, è arrivato il dietrofront ripristinando le misure light per le quarantene.

La scelta, maturata a palazzo Chigi, ha mandato nel panico i presidi ma anche le aziende sanitarie territoriali già in affanno. E ora, per cercare di aumentare i tracciamenti tra i banchi, nei prossimi giorni in molte scuole arriveranno anche i militari a supporto del lavoro messo in atto dalle Regioni. Ad annunciare la novità è il commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo che parla di un “piano della Difesa per potenziare” gli interventi di screening. Il ministro Lorenzo Guerini ha messo a disposizione undici laboratori di biologia molecolare già presenti in otto regioni oltre a due laboratori mobili. Una task force che va in soccorso ad una situazione decisamente compromessa. Oggi dal ministero dell’Istruzione, sono arrivati i primi dati ufficiali sulla situazione negli istituti italiani. Tra elementari e medie, la platea di studenti maggiormente a rischio infezione per la mancata copertura vaccinale, il 4% delle classi sono in Dad: il 2,6% del primo ciclo e l’1,4% del secondo.

Una situazione di forte preoccupazione confermata dai dirigenti scolastici che stanno in trincea da mesi e che dopo il caos di quest’ultimi giorni sono esasperati. Un pasticcio che viene imputato al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Istruzione Patrizio Bianchi e della Salute Roberto Speranza. Lunedì sera, infatti, il direttore generale della prevenzione, Giovanni Rezza con il capo dipartimento Jacopo Greco, hanno firmato la circolare che prevedeva il ritorno in dad per tutta la classe al primo caso di contagio. Un atto che sembra aver mandato su tutte le furie il premier preoccupato dell’aumento delle classi costrette a stare a casa. Tempo meno di ventiquattr’ore e l’inquilino di palazzo Chigi ha ordinato di stracciare la circolare di Rezza e Greco per ripristinare la situazione precedente dove le quarantene scattano al secondo o terzo contagio.

Vittime di questo caos sono stati i capi d’istituto. “Sono sconcertata. Mentre cambiano le regole in corsa, anche per tre volte in due giorni, noi regoliamo il traffico dei contagi 24 ore su 24; sabati e domeniche compresi, con casi in vertiginoso aumento, in scuole che stipano in modo illogico migliaia di studenti e in classi anche da trenta o più alunni”, sbotta Laura Biancato dirigente dell’ “Einaudi” di Bassano del Grappa. La preside aggiunge: “Che si vada in dad con tre contagiati è una bufala comunque, perché è ovvio che al primo positivo tutta la classe debba rimanere a casa in attesa del primo tampone di controllo. E con le Asl al collasso, come in questo periodo, l’attesa dura giorni”.

Un’altra voce veneta è quella di Alfonso D’Ambrosio, dirigente dell’ istituto comprensivo di Lozzo Atestino: “Sono deluso. Al posto di avere queste molestie burocratiche mi aspetterei dal mio ministero un supporto a costruire una scuola diversa. Vorrei perdere le mie notti per altro, non per le circolari. Il ministero della Sanità Speranza non sa quello che fa Rezza, assurdo!”. Intanto D’Ambrosio si ritrova ad aspettare anche più di dieci giorni per avere una risposta dell’Ats dopo la segnalazione del caso di un positivo.

Non si trattiene nemmeno Amanda Ferrario che governa l’istituto “Tosi” di Busto Arsizio: “Che vergogna! Non entro nel merito del contenuto delle circolari, ma prima di uscire con una comunicazione ufficiale che si mettano almeno d’accordo. Ad interfacciarsi con le famiglie siamo noi”. Lo sa bene Giacomo Vescovini che all’istituto comprensivo “Guatelli” di Collecchio (Parma) si è trovato in imbarazzo con le mamme e i papà: “Proprio martedì ho dovuto far fronte a una serie di interrogativi posti dai genitori. Ho dovuto far richiesta a un nostro dipartimento Asl per capire come gestire una situazione e anche loro erano in difficoltà. Quando ho preso la decisione di far stare a casa tutti in presenza di un positivo, è arrivata la circolare con le indicazioni opposte ma a quel punto era tardi”.

Ma se Vescovini usa parole più moderate, non è così per Cristina Costarelli alla guida del liceo “Newton” di Roma e presidente dell’Anp del Lazio: “Follia. Siamo alla follia. Abbiamo assistito ad un teatrino. Ora veniamo a sapere che Figliuolo manderà l’esercito a fare i tracciamenti: ma non lo sapeva prima d’ora che erano necessari?”. Intanto c’è chi come Vania Lato, dirigente del comprensivo “Vico De Carolis” di Taranto ha fatto una scelta: “Quando ho anche un solo contagiato, valuto la situazione, sospendo le lezioni e resto in attesa delle indicazione del dipartimento di prevenzione. Mi rendo conto che i provvedimenti di queste ore sono frutto di un incremento dei contagi, ma la pubblicazione e poi la rettifica di circolari che hanno rilevanza nazionale creano confusione e gravano sulla gestione di una scuola”.

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