Israele è stato il primo paese al mondo a somministrare, già dall’agosto scorso, la terza dose di vaccino anti Covid. Oggi da Tel Aviv arrivano dati che mostrano che con tre dosi di vaccino si è protetti dalla variante Omicron. “La situazione – ha spiegato il ministro della sanità israeliano Nitzan Horowitz. citato da Times of Israel – è sotto controllo e non c’è motivo di panico. Ci aspettavamo una nuova variante e siamo pronti. Nei prossimi giorni avremo informazioni più precise sull’efficacia del vaccino ma le prime indicazioni mostrano che coloro che hanno un richiamo sono molto probabilmente protetti contro questa variante”. In Israele è stato utilizzato esclusivamente Biontech-Pfizer.

In Israele sono quattro le persone infettate dalla variante rilevata per la prima volta in Sudafrica, 34 i casi sospetti. Contagiati due medici israeliani, uno di questi di ritorno da Londra dove la scorsa settimana aveva partecipato ad una conferenza e che probabilmente ha infettato il collega. I camici bianchi lavorano all’ospedale Sheba di Tel Aviv hanno avuto tre dosi del vaccino e per ora mostrano sintomi leggeri dell’infezione.

Il Paese da domenica scorsa, e per 14 giorni, ha chiuso le frontiere agli stranieri con l’obiettivo di impedire l’ingresso della variante e il premier Nafatali Bennett ha parlato dell’emergenza con i suoi omologhi di Austria e Repubblica Ceca. Intanto il Gabinetto di governo ha approvato l’avvio della legge che autorizza lo Shin Bet (Servizio di sicurezza interna) a tracciare i telefoni dei casi conclamati di variante omicron. I dati della pandemia diffusi dal ministero della sanità mostrano che nelle ultime 24 ore le nuove infezioni sono state 636 a fronte di 101.000 test con un tasso di contagio dello 0.63% e 117 persone malate gravi.

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