L’accordo di maggioranza sul taglio dell’Irpef, che prevede di destinare 7 miliardi ad avvantaggiare i redditi medio alti lasciando a bocca asciutta i lavoratori con bassi stipendi, scontenta i sindacati. Ma il governo, come emerso dal breve incontro di lunedì sera tra il ministro dell’Economia Daniele Franco e i leader di Cgil, Cisl e Uil, non intende far nulla per andare incontro a incapienti, precari, part time, stagionali. “Esprimiamo un giudizio negativo perché di fatto c’è stato presentato l’accordo di maggioranza come perimetro entro il quale muoversi e per noi non va bene: va allargato perché non funziona”. ha detto il leader Cgil, Maurizio Landini. “Per noi gli 8 miliardi devono andare tutti ai lavoratori dipendenti e pensionati e non è accettabile che dai 15 ai 30mila euro il ritorno sul piano della tutela del salario sia del tutto insufficiente” e che “chi prende 100mila euro di reddito all’anno abbia lo stesso vantaggio in termini economici di chi ne prende 20mila o 25mila“. Ora “la mobilitazione nei luoghi di lavoro deve proseguire e nei prossimi giorni assieme a Cisl e Uil valuteremo tutto ciò che è necessario per far cambiare idea al governo e alle forze di maggioranza perché stanno commettendo un errore“.

“Nell’incontro Franco ci ha rappresentato e raccontato, come Omero, senza un pezzo di carta o un documento che fosse, esattamente l’accordo di maggioranza concordato nella cabina di regia. Noi abbiamo riconfermato che quelle sono scelte sbagliate”, ha aggiunto il leader Uil, Pierpaolo Bombardieri. “Si riducono i finanziamenti nella sanità traverso la riduzione dell’Irap, continuiamo a pensare che le risorse disponibili debbano essere indirizzate a lavoratori e pensionati, che soffrono una condizione dovuta anche all’inflazione. Non è previsto un ulteriore incontro, e quindi noi faremo le nostre valutazioni”.

“Siamo insoddisfatti”, ha confermato Luigi Sbarra della Cisl. “Il ministro dell’economia si è dimostrato indisponibile a raccogliere valutazioni, approfondimenti anche di natura tecnica, finalizzata a cambiare l’impostazione che è emersa dal lavoro della cabina di regia, sbagliata e inadeguata perché non dà priorità all’intervento della riduzione fiscale a favore dei redditi medi, popolari bassi dei lavoratori dipendenti e pensionati. Abbiamo chiesto al ministro Franco una sede di confronto politico nella prospettiva di non stravolgere l’impianto su cui si è trovato l’accordo in cabina regia ma solo di correggerlo, migliorarlo e adeguarlo alle nostre elaborazioni”.

Nel pomeriggio Sbarra aveva anticipato le proposte: “Bisogna impegnare gli 8 miliardi della legge di bilancio per tagliare dal prossimo anno le tasse a lavoratori e pensionati, con una riduzione equilibrata degli scaglioni e delle aliquote che non penalizzi nessuno a partire dai più deboli“. Quindi “bisogna lavorare su un aumento delle detrazioni e sulla no tax area per portare maggiori benefici anche alle fasce con redditi bassi nel quadro di una discussione di una riforma complessiva della delega fiscale che renda strutturale il taglio su lavoro e pensioni e colpisca seriamente anche l’evasione e l’elusione. La ripartenza del Paese è strettamente connessa ad un sistema fiscale che redistribuisca equamente le risorse, in modo da sostenere i consumi interni, la produzione e l’occupazione”.

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