Un libricino di qualche pagina imbucato nella casella postale dei parlamentari a Montecitorio. Ecco la prima mossa di Silvio Berlusconi, che sembra voler lanciare la sua campagna verso il Quirinale. Di solito chi punta alla presidenza della Repubblica tenta di “non bruciarsi”. Mentre il leader di Forza Italia fa rumore e sfodera l’arma del consenso, tornando all’antico: ai grandi elettori ha fatto trovare una sua monografia, come racconta il Corriere della Sera. Una brochure che è stata recapitata anche ai parlamentari del Partito democratico.

In copertina c’è una foto di Berlusconi sorridenti a braccia alzate, il titolo scelto è “Io sono Forza Italia“. Non esattamente bipartisan. All’interno sono riportati alcuni interventi dell’ex premier su liberalismo, cattolicesimo e garantismo. Per Berlusconi questa strategia non è certo inedita: anzi, ricorda “Una storia italiana“, la biografia del 2001 per andare a caccia di elettori. Nella storia della corsa al Colle invece è una novità assoluta.

Per il leader di Fi la partita resta delicata. Il centrodestra lo appoggia, non senza nascondere le perplessità: “Giorgia Meloni è stata molto chiara nell’ultimo vertice a tre: sosterremo senza riserve Berlusconi se deciderà di correre per il Quirinale”, ha detto il senatore di Fdi, Ignazio La Russa, in un’intervista al Corriere. Poi però ha aggiunto: “Di Berlusconi ho veramente grande stima, ma certe uscite lasciano a dir poco perplessi. Quando dice che Draghi può governare anche dopo il 2023, no, non siamo proprio d’accordo“. “Secondo me questo discorso è incompatibile con il percorso che stiamo facendo anche in vista dell’elezione del prossimo capo dello Stato”, ha spiegato La Russa.

Berlusconi per arrivare al Colle avrebbe bisogno anche dei voti di Matteo Renzi e di Italia Viva. Il flirt tra i due prosegue, ma per il momento – ufficialmente – dalla Leopolda non arrivano aperture: “Bisogna partire dalla maggioranza e da un candidato che raccolga il consenso di tutti. Berlusconi non ha questa caratteristica”, ha commentato il presidente di Italia viva, Ettore Rosato, a margine dei lavori a Firenze. Chissà se nel frattempo anche lui ha ricevuto la brochure.

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