Trecentomila euro di donazioni alla Fondazione Open da un lato. Dall’altro le mail a Luca Lotti, tre settimane prima di un decreto legislativo sul riordino degli incentivi fiscali per le imprese marittime. Quindi il post sui social per ringraziare l’esecutivo guidato da Renzi: “Grazie Matteo: il primo governo che si prende a cuore i marittimi italiani”. Nelle carte dell’inchiesta sui presunti finanziamenti illeciti a Open, la fondazione nata per sostenere le iniziative politiche dell’ex Rottamatore, spuntano il flusso di soldi – in parte già noto – di Vincenzo Onorato e della compagnia Moby spa verso la ‘cassaforte’ renziana e, soprattutto, il carteggio tra l’imprenditore e Luca Lotti, ex braccio destro di Renzi. Per questo episodio, è bene chiarirlo, nessuno è finito sotto inchiesta.

I finanzieri che hanno svolto gli accertamenti su delega della procura di Firenzeche ha chiuso le indagini in cui sono coinvolti Renzi, Lotti, Maria Elena Boschi e altre 8 persone, ma non Onorato – hanno ricostruzioni il quantum delle contribuzioni erogate, tra il novembre 2015 e il luglio 2016, alla Fondazione Open da Onorato e dalla società di cui era presidente: 300mila euro. L’ipotesi è che sarebbero state finalizzate a consolidare rapporti con alcuni esponenti politici del Pd, tra cui l’onorevole Lotti, ritenuti potenzialmente utili agli interessi del gruppo. In che modo? Ci sono alcune comunicazioni che gli investigatori sottolineano nell’informativa. E vedono protagonisti proprio Onorato e Lotti. In particolare, Onorato l’8 ottobre 2016 avrebbe inviato una mail all’onorevole Lotti, con oggetto “Lettera a Luca”, in occasione dell’avvicinarsi dell’emissione di un decreto legislativo, poi approvato il 29 ottobre, relativo al riordino degli incentivi fiscali per le imprese marittime. Si tratta di uno dei temi per il quale l’ex numero di Moby si è sempre battuto, divenendone alfiere.

Nella mail – inoltrata per conoscenza anche all’ex deputato renziano Ernesto Carbone – l’imprenditore proponeva di limitare i benefici fiscali del Registro Internazionale Italiano solo alle compagnie che, nelle tratte tra due porti italiani, impiegavano personale italiano o comunitario sulle proprie navi, come poi è stato effettivamente previsto nel decreto legislativo vagliato ventuno giorni dopo. Nel testo della lettera di Onorato a Lotti si legge: “Per porre fine a questa indecenza basterebbe riscrivere la 30/98 in questi termini: usufruiscono dei benefici del registro internazionale italiano quelle compagnie che impiegano esclusivamente marittimi italiani e/o comunitari. Lo Stato risparmierebbe un mare di soldi e metterebbe fine a questa vergogna”. La Guardia di Finanza annota come nel testo si “manifesta la necessità di un intervento normativo di modifica della legge 30/98, indicando anche i “termini” dell’intervento stesso”. Dopo l’approvazione del provvedimento, Onorato scrisse un post su Facebook di ringraziamento dal titolo “Grazie Matteo: il primo Governo che si prende a cuore i marittimi italiani”.

I contatti tra Onorato e Lotti, sottolineano gli investigatori, continuarono negli anni successivi. Nell’informativa vengono riportati messaggi in chat tra i due fino al maggio 2018. Ce ne sono anche di ‘lamentele’ di Onorato per il modus operandi del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio: “Mi sono sentito molto abbandonato dopo la schifezza che ha fatto Delrio”, scrive Onorato. “Da Delrio capisco e immagino. Io ci ho provato fino in fondo”, la risposta del deputato toscano. Onorato replica: “Lo so, come Roberto C.”. Il riferimento con ogni probabilità è al senatore Roberto Cociancich, ora coordinatore di Italia Viva a Milano. Cociancich è il politico che ha dato il nome alla riforma di cui Onorato e Lotti: è stato lui a ‘disegnarla’ rimodulando il regime fiscale per gli armatori italiani. Il decreto legislativo, come detto approvato il 28 ottobre 2016, entrerà in vigore a distanza di 18 mesi, l’11 giugno 2018.

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