Il salto è quasi compiuto. E ora c’è l’ultimo incoraggiamento: “Vogliamo il partito di Renzi nel centrodestra“. Lo dice Gianfranco Miccichè, storico plenipotenziario di Forza Italia in Sicilia, “l’eroe” del 61 (collegi) a zero del 2001, già protagonista nei giorni scorsi dell’accordo che ha portato – finalmente, si potrebbe dire – alla sinergia tra Forza Italia e Italia Viva, nata all’enoteca Pinchiorri, il ristorante stellato di Firenze. Una cena e un accordo nati così come Miccichè racconta al Corriere della Sera: “Deputati vicini a Renzi come Nicola D’Agostino e Edy Tamajo, con Sicilia futura, da tempo spingevano per un dialogo. E arriva l’invito di Renzi. ‘Vieni a Firenze?’. Se mi porti da Pinchiorri, rispondo”. Nota di cronaca: dal racconto dell’ex sottosegretario al Corriere si scopre che il conto l’ha pagato Renzi. E non dev’essere stato da poco: “Ottimo vino – si felicita il capo di Forza Italia in Sicilia – Appunto, Guado del Tasso, un Bolgheri degli Antinori“.

L’atmosfera ha comunque agevolato un primo accordo sulle Comunali di Palermo, per scegliere il candidato a fare da successore di Leoluca Orlando. “Poi vedremo per le Regionali” aggiunge Miccichè che precisa che non è “in condizione di fare trattative fuori dalla Sicilia” e che “i matrimoni si celebrano a Roma”. Dall’altra parte gli fanno notare il silenzio imbarazzato di Italia Viva, che assomiglia molto a una resistenza. Lui risponde con “chiedete a D’Agostino” (Nicola, appunto, che è capogruppo di Italia Viva all’Assemblea regionale siciliana). L’obiettivo di Miccichè è “tutti dentro”: “Stare tutti insieme. Con gli uomini di Renzi e Salvini insieme. Perché Salvini non dovrebbe accettare un allargamento verso il centro?”.

Qualche risultato si è ben appalesato già ieri in Senato col voto sul ddl Zan, dove peraltro l’ex presidente del Consiglio non ha occupato il suo scranno preferendo un dibattito (o una specie di) col principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman. Come ha detto il dirigente di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa: “C’è una nuova maggioranza”.

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