Per diventare psicologo, veterinario o farmacista non sarà più necessario l’esame di Stato. Con 184 voti favorevoli, la Camera ha approvato all’unanimità, in via definitiva, il disegno di legge sui titoli universitari abilitanti. Gli studenti di alcuni corsi di studi per svolgere la professione collegata non dovranno più sostenere un test. Il ‘sì’ di Palazzo Madama era già arrivato alla proposta della ministra dell’Università Maria Cristina Messa nel giugno scorso. Il provvedimento è legato alla manovra di bilancio ed è una delle riforme previste nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

In particolare l’esame di Stato non sarà più necessario per le lauree in odontoiatria e protesi dentaria, farmacia e farmacia industriale, medicina veterinaria, psicologia. Lo stesso vale per quelle in professioni tecniche per l’edilizia e il territorio, in professioni tecniche agrarie, alimentari e forestali e professioni tecniche industriali e dell’informazione con effetto sulle professioni di di geometra laureato, agrotecnico laureato, perito agrario laureato e perito industriale laureato. Infine, sono comprese anche le magistrali in chimica, fisica e biologia.

I corsi di studio – secondo il disegno di legge – saranno adeguati e la normativa sarà applicata anche alle lauree per le quali non è previsto lo svolgimento di un tirocinio post laurea. I titoli di studio abilitanti – aveva specificato ad aprile il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto – non valgono per l’accesso all’albo di avvocato, notaio, commercialista, revisore legale per il quale è previsto il tirocinio.

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