Draghi, che ha impostato la politica economica italiana contro gli interessi del Popolo e a favore della concorrenza internazionale ed Europea, ritenendo lecite la finanziarizzazione del mercato (cartolarizzazioni e derivati), le privatizzazioni, le delocalizzazioni, le liberalizzazioni e le svendite, che provocano milioni di licenziamenti e aumenti iperbolici delle somme necessarie per la cassa integrazione, non riconosce i suoi errori e tenta ulteriori provvedimenti contrari agli interessi del popolo, come la riduzione del reddito di cittadinanza, che pure aumenta la domanda di beni e servizi, e la eliminazione di quota 100 per le pensioni.

Il tutto al fine di ridurre le spese che gravano sul bilancio dello Stato.

Anche il Monte Paschi di Siena è in grave difficoltà e il rifiuto di acquisto da parte di Unicredit, fa pensare, considerata l’impossibilità di un intervento statale, a un ulteriore fallimento.

La verità è, che nel campo strettamente economico, Draghi non si rende conto di quanto dannosa sia stata la dismissione da parte dello Stato del potere di creare denaro dal nulla, lasciando alle banche private, e in ultima istanza alla Bce, questo potere sovrano.

Oggi plaudiamo agli aiuti economici del Pnrr e non ci rendiamo conto che sono stati i nostri governanti a spogliare il popolo del potere sovrano di emettere moneta. Questo atto ha portato danni enormi all’economia e all’indebitamento colossale del nostro Paese, avendo cancellato la possibilità della monetizzazione del debito.

Esso peraltro è in pieno contrasto con l’articolo 11 della Costituzione, in base al quale, come ho ripetuto più volte, “l’Italia consente a limitazioni della propria sovranità, in condizioni di parità con gli altri Stati, per la costituzione di un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”.

Invece l’ordinamento economico realizzato in Europa, con un mercato unico che addirittura ammette che alcuni Paesi siano dei paradisi fiscali, non è affatto un ordinamento che assicura la pace, poiché pace significa eguaglianza, e, appare chiaro che, secondo la politica di Draghi, come lo stesso Draghi ha ammesso, l’Italia deve sottostare al predominio degli Stati economicamente più forti, seguendo il principio intangibile della concorrenza.

Insomma, direbbe il Manzoni, la nostra parte è “servire e tacer”. A questo punto è evidente che Draghi deve smetterla con la sua lotta contro il Popolo e contro la Costituzione e deve smetterla di violarla in ogni modo, considerandola sua nemica e confermando con ciò che essa è l’unica arma di cui disponiamo per uscire fuori dalla soggezione economica alle potenze europee e mondiali.

Invito pertanto tutti gli italiani a unirsi per far valere la Costituzione e, in particolare, gli articoli 1, 2, 3, 4, 9, 11, 41, 42 e 43.

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