Cresce lievemente l’incidenza del Covid-19 a livello nazionale, che arriva a 34 casi per 100mila abitanti nel periodo dall’11 al 17 ottobre rispetto ai 29 della settimana precedente. A dirlo è la bozza di monitoraggio settimanale di Istituto superiore di sanità e ministero della Salute, all’esame della cabina di regia. In 17 Regioni l’incidenza è aumentata e quelle con il dato più elevato sono Provincia autonoma di Bolzano (85,6), Friuli Venezia Giulia (51,7) e Veneto (48,3). Il valore che consente il controllo delle trasmissioni con il tracciamento è inferiore 50 casi.

Lieve aumento anche dell’indice Rt nazionale, pari a 0,86 del periodo 29 settembre-12 ottobre (range 0,82 – 0,90): la settimana precedente il valore era di 0,85, a sua volta in leggera crescita rispetto alla settimana ancora precedente che aveva visto l’indice a 0,83. In ogni caso, un valore inferiore a uno indica che l’epidemia è in fase regressiva, perché ogni infetto ne contagia meno di un altro.

Continua a diminuire invece il tasso di occupazione dei reparti da parte dei pazienti Covid negli ospedali italiani. La bozza dice che la percentuale di letti occupati in terapia intensiva nel Paese al 19 ottobre era pari al 3,9% rispetto al 4,1% della settimana precedente (la soglia che fa scattare il passaggio delle regioni in zona gialla è del 10%), con una lieve diminuzione del numero dei ricoverati da 370 a 355. Il tasso di occupazione nei reparti ordinari, invece, scende dal 4,6% al 4,2%, da 2.665 a 2.423 ricoverati. Le regioni a rischio moderato, dalle tre della scorsa settimana, diventano quattro: si tratta di Abruzzo, Campania, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte (sette giorni fa erano Marche, Molise e Valle d’Aosta). Le restanti 17 regioni e province autonome sono classificate a rischio basso. Una regione, la Campania, riporta un’allerta di resilienza territoriale.

In aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (4.759 vs 4.551 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti invece è in lieve diminuzione (33% vs 34% la scorsa settimana), mentre è in leggero aumento quella dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48% vs 47%). Stabile al 19% la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening.

“Una più elevata copertura vaccinale, il completamento dei cicli di vaccinazione e il mantenimento di una elevata risposta immunitaria, anche attraverso la dose di richiamo nelle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti”, conclude l’Iss. “È opportuno realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l’attenzione ed applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale”.

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