Dal 1 ottobre in Inghilterra non è più possibile effettuare i ‘baby ritocchi’, trattamenti di medicina estetica a cui si sottopongono i giovani sotto i diciotto anni. Quindi, niente più iniezioni di proteina botulinica e filler riempitivi, a cui pazienti sempre più giovani sono ricorsi negli ultimi anni per correggere inestetismi del volto. La decisione è stata presa dal Parlamento inglese che ha osservato un trend in continua ascesa per i trattamenti di medicina estetica effettuati su pazienti in una fascia d’età considerata fragile e non ancora pienamente consapevole.

Forte, dunque, il segnale del governo inglese nel contrastare la continua crescita di offerte e di pacchetti a basso costo proposte su web e social network. Il look di riferimento è quello delle due sorelle Kim Kardashian e Kylie Jenner: ovale del viso ben definito, zigomi alti e mento ben proiettato con una ridefinizione del profilo facciale raggiunta mediante filler iniettati lungo il profilo mandibolare, mascellare e sul dorso del naso (rinofiller o rinoplastica non chirurgica).

La rapidità di esecuzione, i tempi brevi di recupero e i costi maggiormente contenuti rispetto agli interventi chirurgici hanno spinto sempre più giovani pazienti a sottoporsi a questo tipo di procedure, in Italia come in Usa, dove si è registrato un boom di richieste per quello che è stato ribattezzato il marketing del “liquid-nose-job”. Una forte condanna su come l’intera generazione Z, quella dei nati nel 2000, si stia facendo letteralmente distruggere dall’uso dei filler è giunta pubblicamente da Jamie Lee Curtis, che ha confessato di aver effettuato all’età di sessantadue anni questi trattamenti ma di aver avuto uno scarso risultato estetico e di essere comunque diventata dipendente da non riuscire più a farne a meno.

Alla base della decisione del governo inglese c’è stato il tentativo di contrastare la scarsa accettazione di sé e della propria immagine, quella insicurezza sociale che spinge i giovani a ricercare procedure non invasive ormai alla portata di tutti. Anche la Norvegia, l’11 giugno, al fine di combattere i contenuti che “giocano sull’insicurezza sociale, la cattiva coscienza e la bassa autostima”, aveva obbligato di dichiarare l’uso di filtri sui social e app per ritoccare il proprio corpo e il Ministero norvegese aveva affermato di sperare che la misura potesse essere utile e significativa per arginare l’impatto negativo che la pubblicità spesso ingannevole ha in particolare sui giovani.

In Italia, ad oggi, ad essere vietato è solo l’impianto di protesi mammarie per finalità estetiche nelle minorenni. Nessun provvedimento di legge nel nostro paese limita i trattamenti di medicina estetica. La Sicpre, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-Rigenerativa ed Estetica, ha più volte invitato medici e pazienti ad un uso consapevole di queste procedure, soprattutto se effettuati in giovane età. Purtroppo, spesso sono proprio i genitori a regalare le cosiddette ‘punturine’ ai propri figli, sottovalutando il rischio di rinforzare insicurezze, fragilità e dipendenze. A questo si aggiunge spesso la poca attenzione di alcuni medici verso le reali necessità dei pazienti che andrebbero valutati anche dal punto di vista psicologico per escludere eventuali vere e proprie condizioni cliniche quali le dismorfofobie. Chi è affetto da questo disturbo ha una percezione alterata di sé in cui l’ossessione per un difetto inesistente o minimo, domina la vita della persona, diventando spesso incontrollabile. Anche la Sime, Società Italiana di Medicina Estetica, ha recentemente ribadito che “un professionista serio ed eticamente corretto, resiste alla tentazione del facile guadagno con integrità e capacità di contemplare anche un non semplice ma necessario no”.

Dunque, seppur la regolamentazione italiana non lo vieti, se non vi sono indicazioni necessarie e terapeutiche, il baby ritocco per ragioni puramente estetiche deve essere sempre sconsigliato dal medico, poiché in un minorenne il rischio che questo possa procurare un nocumento è molto più alto della possibilità di creare un beneficio.

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