C’è l’accordo tra Spd, Verdi e Liberali su un “documento base” dal quale “è possibile costruire un governo”. Olaf Scholz è sempre più vicino alla cancelleria: l’annuncio del leader socialdemocratico dà il via alla fase delle trattative per definire il contratto della futura coalizione “semaforo” con gli altri due partiti. Il documento con i punti essenziali dell’accordo di coalizione già tratteggia i contorni del compromesso trovato tra le posizioni dei Verdi e della Fdp. Da una parte i Liberali ottengono la ricomparse dell’austerity dopo gli anni della pandemia: è stata accettata la loro richiesta del ritorno al Schuldenbremse (il freno all’indebitamento, peraltro previsto in Costituzione) nel 2023. Dall’altra, i Verdi incassano la promessa di un’uscita anticipata dal carbone, gli impegni per la mobilità elettrica e le energie rinnovabili. Ed entra nell’intesa preliminare anche una delle grandi battaglie della Spd: l’aumento del salario minimo a 12 euro l’ora.

Questo testo di dodici pagine sarà la base di partenza per i negoziati di coalizione. E fanno emergere un’indicazione chiara: per tenere in piedi la coalizioni, servirà dare spazio alle richieste dei Liberali, molto più vicini alle posizioni della Cdu che a quelle di Spd e Verdi. Un aspetto che si ripercuoterà anche sulle future trattative nell’Unione europea: quando si parla di Europa, nell’accordo preliminare, ci si riferisce soprattutto a comuni progetti infrastrutturali in ambito digitale, per lo sviluppo di una comune rete ferroviaria e per l’energia a idrogeno ed elettricità da fonti rinnovabili. Nulla sul debito comune europeo, tanto meno sulla possibile revisione del Patto di Stabilità o quanto meno dei regolamenti Ue che derivano da Maastricht (come le procedure di rientro dal debito).

Il salario minimo sarà portato a dodici euro l’ora entro il primo anno del nuovo governo. “In seguito a ciò, la commissione per il salario minimo deciderà su eventuali ulteriori aumenti”, si legge nel documento uscito dai colloqui esplorativi. La Fdp ha accettato, ma ha evitato la patrimoniale e in generale ha bloccato l’intenzione di introdurre nuove tasse. Anche lo spazio per una revisione delle aliquote sui redditi, quindi, appare molto stretto. Inoltre, i Liberali hanno ottenuto il rientro al regime dello Schwarze Null (il pareggio di bilancio) già a partire dal 2023.

Il documento però, qui arrivano le parti volute dai Verdi, prevede anche che “per il mantenimento degli obiettivi climatici è necessaria un’uscita anticipata dall’energia a carbone. Idealmente dovrebbe avvenire già entro il 2030“. L’uscita dal carbone in questo decennio è sempre stata tra gli obiettivi del partito dei Verdi, mentre per socialdemocratici e Liberali non era un tema. La Germania al momento ha concordato l’uscita entro il 2038. Nell’accordo di base è previsto che un programma per il clima sarà stilato già nel 2022: si punta su energia solare, energia eolica a terra e rafforzamento dell’energia eolica offshore.

Il partito ecologista invece pare aver rinunciato all’istituzione del limite di velocità, contro il quale i Liberali si sono battuti per tutta la campagna elettorale: “Vogliamo fare della Germania il principale mercato dell’elettromobilità e per questo vogliamo velocizzare l’espansione delle infrastrutture di ricarica elettrica. Un limite di velocità per le auto non ci sarà“, si legge ancora nel documento. I tre partiti hanno inoltre concordato di volere eliminare progressivamente il contributo a carico dei cittadini sull’elettricità prodotta da fonti rinnovabili: “In questo modo, stiamo riducendo i costi dell’elettricità per le famiglie e le imprese“.

Scholz ha commentato: “Sarà il più grande progetto di modernizzazione industriale che la Germania abbia probabilmente realizzato da oltre 100 anni”. I tre leader in un comunicato congiunto hanno spiegato di essere “convinti di poter concludere un accordo di coalizione ambizioso e sostenibile“. Il leader dei Liberali Christian Lindner ha parlato di una “enorme chance” per “unire la prosperità economica con la sensibilità ecologica” e ha spiegato che questo potrebbe essere estremamente positivo per la Germania: “C’è la possibilità che la coalizione diventi più grande della somma delle sue parti”, ha detto ancora elogiando i compromessi trovati e sottolineando la possibilità di “una ripartenza” per il Paese.

L’annuncio arriva tre settimane dopo le elezioni del 26 settembre, che hanno visto i socialdemocratici del candidato cancelliere Scholz diventare primo partito davanti ai conservatori della Cdu/Csu. “I colloqui esplorativi sono stati caratterizzati da fiducia, rispetto e mutua considerazione. Proseguiremo così”, scrivono i tre partiti nel loro comunicato. I Verdi terranno ora una conferenza del partito, che potrebbe svolgersi già questo fine settimana. I negoziatori dei Liberali si consulteranno col vertice del partito. Se si riuscirà a formare la coalizione, sarà la prima volta dal dopoguerra che la Germania verrà governata da un’alleanza fra tre partiti.

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