Doveva essere un incontro all’insegna dell’apertura e dell’inclusività, ma si è trasformato in un’occasione per chi alla multiculturalità europea preferisce l’affermazione identitaria. Nel fine settimana si è svolto al Parlamento di Strasburgo l’Evento Europeo della Gioventù (Eye), che ha riunito 5mila giovani sul posto e altrettanti online per discutere idee e progetti sul futuro dell’Ue. Tra i temi sul tavolo c’era quello delle discriminazioni, affrontato anche nel panel “Controlla il tuo pregiudizio: diventa un alleato antirazzista”. Questo incontro, pensato come un dibattito per scovare gli stereotipi inconsci, è stato segnato però dall’irruzione di un gruppo di giovani francesi di estrema destra, che ha contestato il proposito del panel stesso. I ragazzi hanno interrotto più volte gli interventi altrui e sovrastato verbalmente il resto dei partecipanti, creando una situazione di tensione e conflitto.

A raccontare l’esperienza a IlFattoQuotidiano.it sono i colleghi del portale radiofonico Europhonica e le giovani dell’associazione Diaspora Vote, che promuove l’inclusione delle minoranze etniche nei processi politici. “Appena entrata nella sala, mi sono accorta che qualcosa non andava”, dice Selina Adedeji Mortoni, 25enne italiana al momento residente a Bruxelles. “C’era un gruppo che parlava ad alta voce in francese di ‘razzismo contro i bianchi’ e si comportava in modo indisponente con lo staff del Parlamento, rifiutando ad esempio di indossare la mascherina. Poi hanno detto che volevano sedersi all’estrema destra della sala…”. Il gruppo ha manifestato subito il proprio pensiero fin dall’inizio della presentazione. “Nel sondaggio in diretta in cui chiedevamo ‘Cos’è per te il razzismo’ hanno risposto ‘Esattamente quello che state facendo voi”, spiega Victoria Oluboyo, 27enne parmense che lavora come assistente legale. Poi, arrivato il momento del dibattito: “Oltre a esprimere il loro punto di vista quando avevano la parola, continuavano a interrompere gli altri interventi, spesso urlando per sovrastare le voci di chi parlava al microfono”.

Il gruppo di ragazzi francesi è organizzato e preparato, i suoi membri parlano a ripetizione e riprendono con i cellulari gli interventi. “Il momento più brutto è stato quando uno di loro ha detto che l’Europa è nata e deve restare bianca. Abbiamo capito che erano lì non per cercare il confronto, ma per imporre la loro visione agli altri”. A una ragazza francese con il velo che prova a intavolare una discussione viene risposto che “non è europea” e quindi non ha diritto di essere lì a parlare. Il clima di disagio e insicurezza è tale che una partecipante si rivolge alla moderatrice, pensando che si tratti di “attori” reclutati dal Parlamento per mettere alla prova i partecipanti. “Quando ha scoperto che era tutto reale si è messa a piangere”, racconta la 24enne bolognese Abril Muvumbi, un’altra delle ragazze coinvolte.

“Fuori dalla porta c’erano gli agenti della sicurezza pronti a intervenire, in caso la situazione fosse degenerata”, dicono le giovani di Diaspora Vote, spiegando di aver avuto segnalazione di comportamenti analoghi anche in altri panel, come quello dedicato ai diritti delle persone Lgbtiq. Durante il dibattito i giovani francesi hanno anche intasato l’hashtag ufficiale della manifestazione con lo slogan “Stop Immigration” e ripetuto frasi di sostegno alla corsa presidenziale di Marine Le Pen. Scorrendo i loro profili social, si nota come molti facciano parte dei quadri locali del Rassemblement National o della sua sezione giovanile, Génération Nation: i gruppi politici del Parlamento europeo, del resto, avevano facoltà di selezionare alcuni profili da invitare all’Eye. Secondo quanto suggerito da alcuni partecipanti, sarebbero stati presenti perfino ex membri di Génération Identitaire, un movimento xenofobo di estrema destra, sciolto dal ministro degli Interni francese lo scorso marzo. Fonti ufficiali del Parlamento europeo non hanno potuto confermare questa circostanza, ma hanno assicurato che sono in corso indagini per appurare quanto accaduto. Alle giovani italiane resta l’amaro in bocca per un episodio sgradevole, ma anche il conforto delle manifestazioni di vicinanza ottenute dal resto dei partecipanti. “Molti ci hanno fatto i complimenti per come abbiamo reagito alle provocazioni o si sono scusati per quanto successo anche se non c’entravano nulla”, dice ancora Victoria. “L’Europa in cui ci riconosciamo è questa”.

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