Da un lato la solidarietà alla Cgil, dall’altro i distinguo e il silenzio sulla matrice dell’attacco guidato – come dimostrano le immagini pubblicate dai siti di tutti i giornali – dai militanti di Forza Nuova. Si gioca su questo equilibrismo la reazione di Fratelli d’Italia ai fatti di sabato, mentre sono ancora calde le polemiche sull’inchiesta Lobby nera di Fanpage sui rapporti tra neofascismo e i partiti della destra. Il capogruppo alla Camera, Francesco Lollobrigida, è andato al presidio davanti alla sede del sindacato in Corso d’Italia e ha salutato il segretario Maurizio Landini per poi far sapere di avergli espresso “la totale solidarietà di tutta Fratelli d’Italia, anche a nome di Giorgia Meloni che non ha potuto essere presente”. La leader infatti è a Madrid alla convention nazionale di Vox, partito di estrema destra e ultranazionalista spagnolo con cui intende rinforzare l’asse. Lo stesso equilibrismo lo si ritrova nelle parole del leader della Lega, Matteo Salvini, che si dice “sia antifascista che anticomunista. Ma i partiti non si sciolgono per decreto“.

La leader di FdI ha comunque evitato di commentare l’operato dei gruppi neofascisti che hanno guidato l’assalto alla Cgil, sostenendo: “La matrice non la conosco. Nel senso che non so quale fosse la matrice di questa manifestazione ieri, sarà fascista, non sarà fascista non è questo il punto“. Nonostante le immagini, quindi, la matrice per Meloni resta ignota. L’unico punto fermo “è che è violenza, è squadrismo e questa roba va combattuta sempre“. Più tardi la presidente di FdI, parlando al Tg2, ha aggiunto che a “devastare la manifestazione” sono stati “i soliti quattro imbecilli” e ha ripetuto le critiche alla gestione della sicurezza pubblica, “assolutamente ridicola. Qualcuno deve assumersi la responsabilità di conoscere nomi e cognomi delle stesse persone che fanno sempre le stesse cose e curiosamente sono sempre libere di farle”. Fonti del Pd replicano che “se Giorgia Meloni non sa riconoscere la matrice della violenza di ieri, se non sa chi siano gli esponenti di Forza Nuova arrestati per quegli atti di violenza, glielo spieghiamo noi: sono i capi di una organizzazione notoriamente e orgogliosamente fascista. Glielo spiegheremo anche in Parlamento: ci aspettiamo che lo comprenda così bene da sostenere la nostra proposta di sciogliere l’organizzazione fascista Forza Nuova“. Su Twitter il vicesegretario dem Peppe Provenzano sottolinea che “serve un passo avanti, ma decisivo: @GiorgiaMeloni non si limiti a dire che sono delinquenti ma #fascisti. E che non è storia ma pericolo attuale da rigettare senza se e senza ma”.

L’estrema cautela dei meloniani è evidente nelle parole di Lollobrigida, che ha contrapposto “una piazza che dimostrava democraticamente” a “gruppi di facinorosi che hanno tentato di minare la dialettica democratica che deve permettere a tutti di esprimere le loro idee aggredendo un sindacato che ha espresso forti dubbi sul green pass“. Quindi? Condanna per le formazioni neofasciste che hanno fatto irruzione nella sede? No: “Bisogna fare luce su quello che sta accadendo e se esistono in questo tipo di manifestazioni infiltrati che sotto simboli politici creano tensioni e violenze. Il rischio più grande per la nostra democrazia è criminalizzare il dissenso utilizzando strumentalmente dei delinquenti che nelle piazze italiane sono infima minoranza“. Altrettanto diplomatica la posizione sullo scioglimento delle formazioni neofasciste, compresa Forza Nuova, chiesta da Pd, M5s e sindacati: “La magistratura italiana e la nostre leggi prevedono già quali siano gli elementi e le norme per agire nei confronti di queste associazioni. Non spetta a me sostituirmi agli inquirenti né alla magistratura. Noi siamo il partito della legalità, siamo contro ciò che contrasta con la legge ma non spetta a me decidere, la Costituzione assegna questo diritto dovere alla magistratura”.

Landini ha fatto trasparire una certa perplessità sulla sua presenza al presidio: “E’ molto importante che le forze politiche oggi qui ci siano, la difesa della democrazia e della Costituzione è centrale. Mi auguro che tutti siano coerenti con la loro presenza qui davanti. In gioco c’è il futuro del paese”.

La tattica di Meloni è stata ripresa in serata anche da Salvini: “Condanno ogni genere di violenza finché campo. Chi attacca un poliziotto, chi assalta un sindacato, sono criminali. Anche a Milano, estremisti ma di sinistra. Io condanno ogni estremismo di destra e di sinistra – ha dichiarato in diretta Facebook – Ma non è giusto parlare delle poche decine di chi è stato arrestato e non delle migliaia che hanno espresso le proprie idee”. Ed è poi passato al solito attacco alla ministra dell’Interno Lamorgese: “Chiederemo al ministro Lamorgese che sapeva e che non sapeva. Chi sta facendo il ministro come sta passando il suo tempo? Com’è possibile che Castellino fosse là? Chi sbaglia paga, gli estremisti violenti, così come il ministro”. Il leader del Carroccio però non è d’accordo con le richieste di alcuni partiti di sinistra e delle associazioni di sciogliere definitivamente Forza Nuova in quanto formazione dichiaratamente neofascista: “Se c’è da sciogliere una organizzazione politica c’è la giustizia, non può deciderlo un parlamentare”, ha detto.

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