Neanche 24 ore dopo i risultati del primo turno, a Roma si apre la partita per il ballottaggio. La sfida Michetti-Gualtieri è ormai definita, ma determinante sarà dove si posizioneranno gli altri leader. Occhi puntati sull’ex dem Carlo Calenda: la sua lista è prima in quanto a preferenze nella Capitale e con il suo 19 per cento di preferenze fa gola a entrambi i candidati. “Mi auguro che sosterrà il candidato progressista e democratico”, ha detto il dem Gualtieri. Ma non è il solo fronte che si muove in queste ore: il Pd lavorerà per riuscire a convincere anche il fronte M5s (la lista si è fermata all’11%). Una manovra complessa, soprattutto alla luce delle distanze con Virginia Raggi, ma che ha già raccolto le aperture di Giuseppe Conte. “Non vedo nessuna possibilità che ci si possa rapportare con la politica che fanno queste destre e quindi non c’è nessuna indicazione da parte nostra in questa direzione”, ha detto. E a proposito di Gualtieri: “E’ un ministro che ha lavorato con me e con il M5s e quindi vi è un’esperienza di governo misurata sul campo”. Ma ha anche preso tempo, ribadendo che “una indicazione per ora è ancora prematura e soprattutto rimane il fatto che gli elettori non sono dei pacchi postali da muovere su indicazione del leader di turno”.

Meno disponibile al dialogo, almeno per il momento, il leader di Azione Carlo Calenda. Anche se l’eurodeputato è stato eletto in Europa nelle liste del Partito democratico, ha fatto una campagna elettorale che più volte lo ha portato a scontrarsi con i dem. E non è un caso che abbia già ribadito che non intende dare l’appoggio al ballottaggio a Gualtieri, almeno non per il momento: “Non ho ancora sentito Calenda, ma mi aspetto che sosterrà il candidato progressista, democratico. Sarebbe strano il contrario”, ha scritto su Twitter. “Mi aspetto…”. Un messaggio che non conferma né smentisce, ma sicuramente mostra un disappunto da parte di Calenda.

Sul fronte M5s la situazione rimane molto tesa. Virginia Raggi ha telefonato a Gualtieri e a Michetti per complimentarsi del risultato, ma per il momento non si sa molto altro. Su Facebook ha parlato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, restando però molto vago su quello potrà succedere al secondo turno: “Grazie Virginia Raggi, per tutto quello che hai fatto”, ha scritto. “Hai dato prova di essere una grande risorsa per il MoVimento 5 Stelle e rimarrai una figura preziosa per la nostra comunità. Il tuo impegno e i tuoi risultati sul campo sono un prezioso bagaglio da mettere a disposizione di tutti gli amministratori del MoVimento. Dobbiamo fare tesoro di queste esperienze di governo locale, valorizzando le competenze, a partire dalle tue. Varie volte siamo caduti, ma la vera forza si dimostra risollevandosi e conquistando nuovi traguardi. A te questa forza non manca, insieme ci rialzeremo”.

A pesare ora saranno i risultati delle liste. La lista che ha preso più voti è appunto quella unica del candidato sindaco Carlo Calenda che, con il 19% dei consensi, precede FdI a sostegno del candidato a sindaco Enrico Michetti (17,4%). Al terzo posto c’è quella del Pd con il 16,3% che ha appoggiato il candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri. Sono i risultati con il 98,89% delle sezioni scrutinate nella Capitale. A differenza del leader di Azione che ha corso per il Campidoglio con una sola lista a suo sostegno, gli altri tre principali candidati avevano diverse liste al seguito, di partiti e civiche. Il M5s, che ha sostenuto la sindaca di Roma Virginia Raggi, registra un crollo dal 2016 (quando prese il 35%) e si attesta sull’11%, mentre la lista civica Raggi guadagna il 4,29%. La Lega Salvini premier, per Michetti, è a quota 5.93%, in crescita rispetto al 2,7% incassato nel 2016, ma ben lontano dai risultati – diversi – delle europee del 2019 in città quando era schizzata al 25,7%.

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