L’affluenza è in netto calo nei Comuni chiamati alle urne per eleggere i sindaci e rinnovare i consigli comunali: alle 23 ha votato poco più del 41,6 per cento degli aventi diritto. Alle precedenti elezioni amministrative del 2016 la partecipazione alla fine della giornata di domenica aveva raggiunto il 61,5 per cento. Ci sono due differenze che possono influire su questo dato: da una parte cinque anni fa si votò in un solo giorno (con urne chiuse alle 22) quindi il confronto sarà pienamente attendibile solo con il dato finale di lunedì alle 15; dall’altra parte c’è la novità del voto in autunno, che ha pochissimi precedenti (tra questi la Regionali del 2020 e anche in quel caso il motivo fu la situazione della pandemia). Ad ogni modo il dato della scarsa partecipazione sembra confermato anche dal voto per la Regione Calabria, dove sempre alle 23 aveva votato meno del 31 per cento, contro il già basso 44,5 per cento – in quel caso definitivo, come già detto – della precedente elezione, nel gennaio 2020.

In tutt’e sei i capoluoghi di Regione l’affluenza è inferiore alla media nazionale. A Torino alle 23 aveva votato il 36,5 per cento (contro il 57 del 2016). A Trieste è un po’ più bassa, al 34 per cento. A Milano il tasso d’affluenza raggiunge il 37,7 contro il 54,6 delle elezioni precedenti. Poco inferiore l’affluenza a Roma (36,8 contro il 57). A Bologna l’affluenza sembra avere rallentato dopo un avvio più incoraggiante: alle 23 si era presentato alle urne il 35,1 per cento degli aventi diritto (5 anni fa era al 59,6). La partecipazione più bassa, tra le città principali, è quella di Napoli: 33,7 per cento (5 anni fa raggiunse il 54).

Sono chiamati al voto oltre 12 milioni di italiani. Come noto, si vota in 1192 Comuni per il rinnovo dei consigli e l’elezione dei rispettivi sindaci, ma anche per l’elezione del presidente della Regione Calabria e per l’elezione di due deputati con le suppletive nei collegi di Siena e di Roma Primavalle. I seggi saranno aperti lunedì dalle 7 alle 15 di lunedì 4 ottobre. Le attenzioni sono soprattutto su Roma – la città dove l’esito del voto è più incerto – e poi su Milano, Napoli, Bologna, Torino, Trieste sono le 6 principali città in cui si gioca la battaglia elettorale, decisiva per certi versi anche a livello politico nazionale. In tutto, però, vanno al voto 20 capoluoghi di provincia. L’eventuale turno di ballottaggio si terrà il 17 e 18 ottobre.

I leader politici hanno votato in gran parte in mattinata. Non tutti hanno rispettato la regola del silenzio elettorale: per il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi è quasi una tradizione, mentre Giorgia Meloni – ma non al seggio – ha di nuovo voluto intervenire sul caso dell’inchiesta di FanPage sulla “lobby nera”. Altri hanno rivolto a un appello sui social alla partecipazione, per scongiurare il rischio di affermazione del partito del non voto. Enrico Letta ha postato l’immagine di due dita incrociate: il segretario del Pd è anche l’unico leader di partito direttamente coinvolto nel voto: è candidato alle suppletive nel collegio della Camera di Siena.

Il presidente del M5s Giuseppe Conte ha esortato tutti a votare, ricordando che “il voto è il gesto più elementare e allo stesso tempo più decisivo di esercizio dei diritti democratici”. Secondo la leader di Fratelli d’Italia, “in un momento nel quale le nostre libertà e i nostri diritti vengono limitati, il voto rappresenta ancora di più la massima espressione democratica”. Berlusconi, dopo aver votato nel suo seggio milanese, s’è intrattenuto con i cronisti parlando di Quirinale, di federazione del centrodestra e auspicando primarie per la selezione futura dei candidati sindaci. Il segretario della Lega Matteo Salvini ha votato invece nel pomeriggio al seggio di via Piero Martinetti, in zona Gambara a Milano. “Ho votato. Ho votato per il cambiamento, per il futuro, per la sicurezza e per il lavoro, ho votato per difendere gli Italiani – ha scritto poi su facebook – Chi non vota, chi non sceglie, perde”.

“Votato! Con un pochino di emozione”, scrive Enrico Letta su Twitter. Aggiungendo l’emoticon delle ‘dita incrociate’. Il segretario del Pd è anche l’unico leader di partito direttamente coinvolto nel voto: è candidato alle suppletive nel collegio della Camera di Siena-Arezzo. “Il voto è il gesto più elementare e allo stesso tempo più decisivo di esercizio dei diritti democratici. Dobbiamo compierlo con gioia, consapevoli di contribuire ad alimentare così la nostra bella democrazia. Io ho appena votato, fatelo anche voi. Buona domenica a tutti!”, ha scritto sui social l’ex premier e attuale presidente M5S, Giuseppe Conte. Ha scelto un post su Facebook anche Matteo Salvini: “Agli insulti, alle bugie e agli attacchi di una sinistra che odia, che pensa solo a tasse e clandestini, che usa tivù e giornali per diffamare e non per informare, noi rispondiamo col sorriso, col lavoro, con le idee, con la voglia di unire, migliorare, cambiare la nostra bellissima Italia. Noi rispondiamo con il voto. Buona domenica di cambiamento e libertà, Amici”.

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