Vinciamo e cambiamo l’Italia!“. Il selfie di coppia twittato da Matteo Salvini serve a tacitare le malelingue, sempre più insistenti, che parlano di un rapporto deteriorato tra lui e Giorgia Meloni. Poco prima, alla chiusura della campagna elettorale di Roma, i due leader della destra si sono abbracciati di fronte alle telecamere e ai fotografi. Una riparazione necessaria, visto che – appena il giorno prima – da più parti si era sottolineato il loro mancato incontro a Milano: Meloni si è presentata in grosso ritardo alla conferenza stampa congiunta in sostegno di Luca Bernardo, quando Salvini se n’era già andato per salire sul treno verso la Capitale. La circostanza ha alimentato numerosi retroscena, tanto che nel pomeriggio i due sono dovuti intervenire con una nota congiunta a smentire le ricostruzioni: “Nessuna polemica e zero tensioni: questa mattina non è stato possibile salutarci di persona per banali imprevisti con gli orari di aereo e treno, facilmente verificabili con una telefonata. Saremo insieme già domani a Roma”.

E in effetti Giorgia e Matteo si sono ritrovati a Spinaceto, periferia sud-est di Roma, all’evento finale della campagna per la candidatura di Enrico Michetti (c’era anche Antonio Tajani in rappresentanza di Forza Italia). Ed è stato tutto uno scambio d’amorosi sensi: i sorrisi, l’abbraccio (fin troppo ostentato) e le gag, con lei che si scusa per aver macchiato di rossetto la camicia di lui. Addirittura, a un certo punto, Salvini prende in braccio l’alleata, come già Guido Crosetto a una manifestazione del 2012. Tanto che a un fotografo scappa una battuta: “A Matte’, nun ce prova’”. Lui risponde: “È affetto politico. Siamo destinati a governare insieme, vogliono dividerci ma siamo e restiamo compatti”, assicura. Mentre Meloni si dice “contenta di aver incontrato Matteo. Oggi ci siamo incontrati, non ci sono aerei o treni a separarci”, puntualizza. Lei però non posta il selfie “privato” con Salvini, ma una foto di gruppo che comprende anche Tajani e Michetti.

Al mattino, su Radio Capital, anche il leader leghista aveva ribadito che il forfait a Milano era stato solo un caso fortuito: “Avevo già rinviato un treno, dovevo partire per rispetto degli elettori che mi attendevano. Se c’è una cosa che odio fare è arrivare in ritardo. Lascio poi che i giornalisti costruiscano in questi giorni una realtà parallela. Io mi occupo dei problemi dell’Italia”. A Spinaceto i tre leader, Tajani compreso, lo ripetono come un mantra: “Siamo uniti“. “In questa campagna elettorale – dice Meloni – ho visto cose strane, nella piazza e tra la gente c’era un entusiasmo straordinario, poi leggi i giornali e i sondaggi, vedi la tv e c’è un’altra Italia, ma i cittadini non si fanno fregare più, la sinistra ha strumentalizzato su nostre presunte divisioni, siamo una coalizione compatta“. Le fa eco il Capitano: “È bello chiudere insieme, non in un salotto circondato da benpensanti, ma insieme agli amici con cui governeremo questo Paese nei prossimi anni, perché questa è la squadra che vincerà le elezioni quando si tornerà alle elezioni. Quindi, si rassegnino”.

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