“Abbiamo un accordo – ha twittato il rappresentante speciale Ue, Miroslav Lajcak. Dopo due giorni intensi di trattative i delegati di Serbia e Kosovo hanno raggiunto un accordo sulla questione del cambio delle targhe dei veicoli che varcano i confini da uno stato all’altro, nel Kosovo del nord. “Ringrazio Besnik Bislimi e Petar Petkovic – i due capi negoziatori – per la loro disponibilità a negoziare e ad accordarsi per il bene delle persone”.

A scatenare le tensione tra i due Paesi era stata la decisione di Pristina di imporre la rimozione e la sostituzione – con altre valide per due mesi – delle targhe serbe all’ingresso dalle auto nei suoi confini. L’intenzione era quella di emulare un provvedimento speculare di Belgrado. L’attuale accordo – fotografato e postato da Lajcak – prevede innanzitutto per sabato prossimo il ritiro delle forze speciali di polizia kosovare collocate al valico tra Jarinje e Brnjak per sorvegliare l’applicazione del provvedimento – attraverso blocchi stradali – e sedare le proteste contro la disposizione. Da lunedì poi sarà richiesta solamente l’applicazione di un adesivo, finché non sarà concordata una soluzione permanente sulle targhe. I negoziati dunque continueranno: un gruppo di lavoro – con rappresentanti dell’Ue, della Serbia e del Kosovo – studierà una misura definitiva sulla base di pratiche e standard europei. I lavori inizieranno il prossimo 21 ottobre a Bruxelles e i loro risultati dovranno essere presentati entro sei mesi.

“Accolgo con grande favore l’accordo trovato oggi – ha twittato anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, impegnata in un viaggio nei Balcani in preparazione al vertice in Slovenia di settimana prossima – Questo è uno sviluppo molto positivo dopo i miei incontri con il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, e il primo ministro del Kosovo, Albin Kurti. E’ un bene per tutta la regione. Il dialogo ora deve continuare”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Giamaica, questo accade quando uno Stato lascia i cittadini in balia di se stessi

next
Articolo Successivo

La risposta Ue all’intesa Aukus: rinviati i negoziati sull’accordo di libero scambio con l’Australia. Canberra: ‘Era interesse nazionale’

next