Mimmo Lucano è stato condannato in primo grado a 13 anni dalla procura di Locri che ha ipotizzato l’esistenza di un sistema criminale dentro quello che era stato ribattezzato il “paese dell’accoglienza”. Attenderò le motivazioni della sentenza ma mi permetto di sollevare fin d’ora qualche interrogativo, dal momento che a Riace ci ho messo piede più volte, parlando con i migranti e i residenti.

Il pm ha detto: “Non era importante la qualità dell’accoglienza ma far lavorare i riacesi così da conseguire, quale contraccambio, un sostegno politico elettorale. A Riace comandava Lucano. Era lui il dominus assoluto, la vera finalità dei progetti di accoglienza a Riace era creare determinati sistemi clientelari”. Sono stato più volte in quel piccolo paese (2345 abitanti) calabrese. Ho parlato a lungo con Mimmo. Ho visto con i miei occhi ciò che l’ex sindaco ha fatto e ho ascoltato con le mie orecchie le voci dei migranti accolti e degli abitanti di Riace.

Per comprendere meglio il fenomeno “Riace” ho soggiornato anche una notte fermandomi a parlare e discutere con la gente, con chi vive lì. Tra i residenti ho incontrato e dialogato con leghisti arrabbiati con Mimmo. Gente che non ne voleva sapere di avere dei tunisini, dei palestinesi, dei siriani a Riace. Persone che non avrebbero mai votato Lucano. Ho parlato anche con i migranti. Sono entrato nei loro negozi, nei loro laboratori, nelle loro case. Mimmo, quando qualcuno arrivava a Riace, aveva piacere di raccontare il suo sogno realizzato ma aveva uno stile: fermava qualche migrante di passaggio e dava la parola a loro, quasi a voler dire “chiedete a loro se non è vero quello che vi racconto”.

Non ho mai sentito una sola donna o un solo uomo migrante lamentarsi dell’accoglienza. Anzi. A Riace in questi anni non ci sono passati degli sprovveduti a vedere e a conoscere il progetto messo in atto da Lucano. Wim Wenders, il noto regista tedesco, ha fatto un film su Riace; monsignore Giancarlo Bregantini, Arcivescovo metropolita di Campobasso-Boiano, lo ha sempre sostenuto, così il padre missionario Alex Zanotelli. Su Riace ha puntato gli occhi il giornalista Diego Bianchi andando di persona nel piccolo paese. Il sindaco reggino è stato classificato al 40esimo posto tra i leader più influenti al mondo secondo la rivista americana Fortune. A Riace, l’ho visto con i miei occhi, sono passate delegazioni di partiti di Centro Sinistra; intellettuali, studenti che hanno fatto tesi sul modello di accoglienza.

Tutti stupidi? Nessuno si è accorto di avere a che fare con un criminale? E poi di quali vantaggi elettorali stiamo parlando? In un paese di duemila abitanti che cosa ci guadagni a fare il sindaco? Cosa se n’è fatto Mimmo dei soldi guadagnati da sindaco di Riace: ha uno “yacht” nascosto? Una villa da nababbo dove si nasconde? Ha un conto in Svizzera? Chi sono questi riacesi che hanno favorito l’elezione di Lucano? Forse i titolari di quei quattro o cinque negozi che hanno venduto d’estate qualche birra e panino in più grazie a chi veniva a incontrare il sindaco? O forse questi davano il voto a Mimmo perché gli aveva portato questi ricchi migranti pronti a spendere i loro bottini nei lussuosi negozi di Riace?

Io, per ora, sto con Mimmo. Punto.

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