Un grande incendio è scoppiato nella serata di lunedì all’ex fabbrica di Penicillina sulla via Tiburtina, a San Basilio, nella periferia nord-est di Roma: uno stabile occupato più volte da persone senza fissa dimora nonostante i continui sgomberi. A darne notizia per primi sono stati attivisti di varie sigle (tra cui Potere al popolo e Asia Usb) presenti sul luogo per un evento della campagna elettorale. “Le cause non sono ancora conosciute ma fin da subito esprimiamo la massima preoccupazione per i veleni che verranno sprigionati e che gli abitanti dei quartieri circostanti respireranno”, scrive su Facebook Carlo De Felici, candidato presidente del IV municipio per Potere al popolo. “Lo avevamo denunciato solo pochi giorni fa, occorre bonificare quello stabile dai rifiuti inquinanti e dall’amianto di cui è ricoperto e occorre farlo subito, per tutelare la salute degli abitanti di Roma est”. All’interno si trovava almeno un cittadino di origine nigeriana, ustionato a una gamba.

“Lo avevamo detto sabato e lo ripetiamo adesso – a occorre sequestrare lo stabile e avviare un’opera di bonifica e riconversione dai rifiuti tossici e dall’amianto di cui è ricoperto e occorre farlo subito!”, scrive ancora il movimento sui propri canali social. “L’indecenza dell’amministrazione cittadina ha causato questa bomba ecologica sugli abitanti di San Basilio e di tutta Roma est”. “Ci vivevano dei cittadini italiani e stranieri, che non avendo un tetto sulla testa e non sapendo più dove altro andare, l’hanno periodicamente rioccupata. La proprietà metta in sicurezza quel manufatto una volta per tutte. È un luogo altamente inquinante, una delle vergogne di questa città”, afferma Michelangelo Giglio dell’Asia Usb. A quanto risulta finora, tuttavia, l’incendio ha interessato sterpaglie e rifiuti e al momento, non si hanno notizie di persone coinvolte. Le operazioni di spegnimento da parte dei Vigili del fuoco sono in corso e si sta comunque verificando l’eventuale presenza di persone all’interno della struttura.

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