Sotto il tendone della sala Nilde Iotti, allestita per l’occasione, con posti a sedere e accesso con green pass, Enrico Letta chiude la sua prima festa dell’Unità da segretario del Pd, a Bologna. Il suo discorso tocca i temi dell’attualità, dall’Afghanistan ai vaccini: “Chi è ambiguo sul green pass è contro la salute degli italiani ed è contro le imprese e i lavoratori“. Ma poi ha riguardato soprattutto la politica interna: “Stiamo entrando in una fase nuova di bipolarismo estremo“, l’analisi di Letta. Che indica nel presidente della Repubblica Sergio Mattarella “un esempio da seguire” e rilancia l’azione del governo Draghi “fino alla scadenza naturale della legislatura”. Il vero annuncio, però, quasi una sfida alla Lega che dell’esecutivo ancora fa parte, arriva verso la fine del discorso: “Arriveremo all’approvazione finale del ddl Zan” e a “varare una nuova legge sulla cittadinanza“, afferma Letta.

In platea lo ascoltano i ministri Andrea Orlando, capo delegazione dei Dem al governo, e Dario Franceschini, il sottosegretario Enzo Amendola, i capigruppo Debora Serracchiani, Simona Malpezzi, Brando Benifei, il vicesegretario Peppe Provenzano. “Sei mesi fa stavo prendendo una decisione importante e in questi momenti stavo preparando il discorso sulla base del quale mi avete scelto come segretario del Pd, mi avete fatto questo grandissimo onore. Ricevevo grandi pressioni ma anche consigli di gente che diceva chi te lo fa fare. I nostri volontari sono straordinari, grazie a loro si capisce cos’è il futuro“, dice Letta aprendo il suo intervento, dopo essere stato accolto da una standing ovation dei militanti in platea.

“Sono orgoglioso e felice di avere preso il testimone da un grande leader come Zingaretti. Sono orgoglioso di essere segretario di una comunità che è l’unica che organizza impegno politico come in queste fantastiche tre settimane a Bologna”, sottolinea. “Sono orgoglioso del nostro partito nelle istituzioni, in Parlamento dove tante cose accadranno nei prossimi mesi”, afferma. “Orgoglioso della campagna straordinaria che abbiamo fatto per il popolo afghano. Noi ci siamo”.

Il filo del discorso poi si sposta subito sulla pandemia: “Dobbiamo completare la campagna vaccinale per rendere il nostro Paese completamente libero. Senza i 10 milioni che mancano all’appello non ce la faremo contro le variante. Da qui la nostra comunità dà un messaggio al Paese: il vaccino è libertà e questa parola libertà, che è stata usata a sproposito troppe volte, è libertà di andare a scuola, lavorare, guadagnare, viaggiare”, dice Letta. “Chi non si vuole vaccinare è contro l’altrui libertà e non può essere premiato. Chi è ambiguo su Green pass e vaccinazioni è contro la salute degli italiani ed è contro le imprese e i lavoratori”, aggiunge il segretario del Pd.

“Io vorrei che la parola chiave di questo discorso fosse quella di questa festa: unità del Pd per l’unità della nostra coalizione che dobbiamo costruire intorno a noi con generosità impegno, attorno all’unità del paese, una coalizione europeista, democratica, progressista, il Pd dovrà essere generoso, lungimirante“, prosegue poi Letta. “Attorno a noi si costruirà l’alternativa vincente alla destra estrema. Siamo entrati in una fase nuova: si chiude il periodo iniziato nel 2013 quando era finito il bipolarismo e nato un tripolarismo che ha fatto saltare tutto. Stiamo entrando in una fase nuova di bipolarismo estremo e un nuovo schema politico in cui o si sta di qua o di là: non c’è posizione intermedia che abbia la minima possibilità di fare qualcosa di utile. La novità è che dall’altra parte non c’è più il centrodestra di Berlusconi che era comunque legato al Ppe, ma la destra estrema”, spiega.

“Abbiamo un esempio da seguire, che si chiama Sergio Mattarella“: con queste parole, dal palco della festa nazionale dell’Unità, il segretario del Pd Enrico Letta manda poi un saluto al presidente della Repubblica. Tutta la platea che lo stava ascoltando si è alzata in piedi per applaudire. “Noi sosteniamo questo governo in modo leale – aggiunge – e vogliamo che il governo Draghi duri fino alla scadenza naturale della legislatura e attui un programma fatto di riforme che era troppo tempo che non si riuscivano a fare: dopo il passaggio sulla giustizia andremo determinati sulla riforma fiscale. C’è il tema agenda digitale e sociale, a partire dall’avere imparato la lezione che la sanità pubblica non si tocca. Poi c’è la riforma dell’apprendistato, perché lo stage non può essere il modo per entrare nel mondo del lavoro, e gli ammortizzatori. Saremo esigenti sul tema ambientale“, dice Letta.

Poi l’annuncio: “Ci sono cose che si faranno in parlamento, le nuove battaglie sui diritti troveranno risultati: arriveremo all’approvazione finale del ddl Zan e vogliamo usare un anno e mezzo di legislatura per non ripetere l’errore che facemmo alla fine della scorsa legislatura di non varare una nuova legge sulla cittadinanza“. “Nei prossimi mesi in Parlamento tenteremo anche di far andare avanti anche alcune riforme come quella per limitare il trasformismo parlamentare: siamo arrivati a 280 cambi di casacca nella legislatura, cos’altro deve succedere?”, aggiunge Letta.

“Troppi dibattiti e discussioni di post pandemia ci hanno fatto pensare che dalla pandemia ci fosse il rischio che si uscisse da destra. La pandemia ci insegna invece che abbiamo bisogno di più solidarietà, più coesione sociale. Prima della pandemia nel mondo c’erano 195 barche, come le nazioni dell’Onu, ora siamo unica barca con 195 cabine, ci sono quelle di prima, seconda e terza classe, ma se si affonda, si affonda tutti insieme. Da questa pandemia si uscirà verso sinistra“. Letta conclude con questo messaggio il suo intervento alla festa nazionale dell’Unità.
E cita un proverbio turco, per dire che è quello che il Pd farà in modo che non succeda: “E gli alberi votarono ancora per l’ascia, perché l’ascia era furba e li aveva convinti che era una di loro perché aveva il manico di legno”.

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