È la chat da cui sono partite le minacce e lo stalking organizzato nei confronti di politici, medici e giornalisti. Oltre 40mila iscritti, centinaia di commenti all’ora, la culla dell’attivismo dei gruppi No Vax e No Green Pass, come ha raccontato ilfattoquotidiano.it. Dopo l’inchiesta aperta poco meno di una settimana fa, ora la procura di Torino ha emesso un decreto di sequestro del canale Telegram Basta dittatura. Dalla struttura legale del social, informata via mail dai magistrati secondo quanto riferisce nelle pagine locali il quotidiano La Stampa, non è ancora arrivata una risposta ufficiale e nei prossimi giorni potrebbe essere avviata una rogatoria internazionale.

I pm indagano per istigazione a delinquere aggravata dallo scopo di commettere delitti di terrorismo e dall’utilizzo di strumenti informatici e telematici e di trattamento e diffusione illecita di dati personali su larga scala. La chat è quella che ha pubblicato, tra i vari riferimenti, i numeri di telefono di Palazzo Chigi, dall’ufficio per la Comunicazione a quello del programma di governo, ma anche di noti virologi e di politici. Il provvedimento di sequestro, firmato dalla pm Valentina Sellaroli, ha l’obiettivo di chiudere la chat attraverso la quale vengono commessi i reati ipotizzati dagli inquirenti, come spiega La Stampa. In altre parole, si vogliono fermare le ripetute minacce e le possibili violazioni della privacy.

Finora però il canale è rimasto in funzione, segno che il social Telegram non ha ancora accolto la richiesta, classificata come urgente. Passato qualche giorno, la Procura potrà valutare di avviare una rogatoria internazionale per arrivare a oscurare la chat.

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