Carlos Alcaraz Garfia, classe 2003, con i suoi appena 18 anni è considerato l’erede naturale di Rafael Nadal. Ora che agli Us Open di New York ha battuto Stefanos Tsitsipas è diventato il giocatore più giovane a raggiungere gli ottavi a Flushing Meadows dopo Michael Chang (17 anni) e Pete Sampras (18) nel 1989. Una conferma eloquente dei rapidi progressi di questo talento, dal gioco atletico e potente, che ha vinto 24 delle sue ultime 28 partite (a qualsiasi livello) ed erà già diventato il secondo tennista della storia (dopo Goran Ivanisevic nel 1989) a raggiungere il secondo turno in tutti e quattro i Major al debutto. “Senza il pubblico non ce l’avrei mai fatta, mi ha dato l’energia per resistere dopo essere andato sotto nel quarto set e devo ringraziarvi. Per me battere un campione come Tsitsipas è un sogno che si realizza”, è stato il primo commento a caldo dell’emozionato 18enne spagnolo. “Se devo fare un nome di un tennista con il gioco simile al mio, direi Roger (Federer, ndr): come lui cerco di essere aggressivo sia con il dritto sia con il rovescio. Devo migliorare un po’ nel servizio, ma penso che siamo simili”.

Quello contro Tsitsipas è stato un match di altissimo livello quello che ha visto Alcaraz imporsi solo al tie-break del quinto set. Nel primo set lo spagnolo va avanti 0-4, poi Tsitsipas risale fino al 3-4, ma ormai è tardi: il dritto e le doti difensive di Alcaraz valgono il 6-3 iniziale. Il secondo set non è dei migliori per il 18enne. Il greco va ancora sotto 0-3 ma cambia marcia nel secondo parziale, il ritmo dello spagnolo cala e Tsitsipas alza il suo livello di gioco per ribaltare la situazione e chiudere sul 6-4. La sorpresa, però, arriva al terzo set perché – sopra 5-2 e con tre set point a disposizione – Tsitsipas perde quattro game di fila, facendosi rimontare. Al tie-break Alcaraz è sempre aggressivo e la palla corta si rivela un fattore: il greco cede per sette punti a due.

Il quarto set è sostanzialmente un assolo di Tsitsipas (0-6), ma dall’inizio del quinto il ragazzino rientra in campo ricominciando a spingere. Nel sesto game annulla una palla-break e pur dovendo rincorrere nel punteggio Tsitsipas, che serve per primo, gli resta aggrappato. Il tie-break finale è un’altra prova di forza di Alcaraz, dotato di pulizia tecnica, un repertorio completo e grande testa. Non solo resistenza fisica e dritto: anche i vincenti di rovescio, le smorzate di dritto, lo schema palla corta-passante (o con la variante pallonetto) fanno parte del suo bagaglio. In definitiva, dopo quattro ore e sette minuti, Carlos Alcaraz chiude 6-3 4-6 7-6(2) 0-6 7-6(5)e diventa il più giovane agli ottavi di New York dal 1989 (Chang 17 anni, Sampras 18): sfiderà Peter Gojowczyk e potrà puntare ai quarti di finale, partendo da favorito.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Naomi Osaka eliminata dagli Us Open piange in conferenza stampa: ‘Non sono più felice quando vinco’. E annuncia: ‘Prendo una pausa dal tennis’

next