A un mese dall’attacco hacker che ha colpito i sistemi informatici della Regione Lazio è tempo di un primo bilancio. Sono ancora fermi 13 su 36 servizi collegati al portale web principale e per cui è prevista la riattivazione tra il 3 e il 10 settembre. I problemi, intanto, si stanno facendo sentire in diversi settori collegati al servizio sanitario regionale, dalle farmacie alle forniture ospedaliere, ma anche nel mondo delle professioni e del lavoro. Sia Federfarma Lazio che Asfo Lazio segnalano criticità nei pagamenti delle fatture emesse a ridosso dell’attacco informatico, mentre l’Ordine degli architetti esprime preoccupazione per un possibile rallentamento delle compravendite immobiliari a causa del portale dedicato alle attestazioni energetiche che è fermo.

I SERVIZI WEB – Sul sito web della Regione Lazio su più pagine, contrassegnate da asterisco, un messaggio avverte l’utenza che “a causa di un attacco hacker alcuni servizi non sono raggiungibili”. A trenta giorni il bilancio tracciato dalla Regione Lazio vede attivi 23 servizi su 36 totali. In sintesi sei servizi non si sono mai interrotti (112 e 118, i sistemi di pronto soccorso e trasfusioni, sala operativa della protezione civile e il numero verde per le ambulanze); 18 sono stati ripristinati, tra cui il Cup, ovvero il Centro unico di prenotazione e gli sportelli regionali delle Asl per la gestione delle prestazioni specialiste: così come sono ripartite le prenotazioni di vaccini e tamponi Covid. Entro domani, venerdì 3 settembre, è prevista la riattivazione di 7 servizi tra cui il Genio civile e i sistemi di fatturazione elettronica delle Asl. Entro il 10 settembre è programmata la ripartenza di altri 6 servizi tra cui i sistemi di pagamento virtuali, PagoPa, e quelli dell’avvocatura regionale e del lavoro.

LE FARMACIE – Intanto nelle farmacie del Lazio i rallentamenti, in questo mese, hanno interessato tanto le procedure inerenti a green pass e tamponi, quanto le fatturazioni. Tamponi e vaccinazioni “viaggiano su piattaforme informatiche e i tempi sono stati lenti anche se ora si va verso la normalità”, spiega il presidente di Ferderfarma Lazio, Eugenio Leopardi. “Ci sono ancora farmacie che non possono accedere alle piattaforme. Siamo in contatto costante con l’assessorato competente e c’è uno sforzo notevole in campo, ma dire che tutto è finito, a un mese dall’attacco hacker, non è possibile”. Per quanto riguarda i referti dei tamponi “dobbiamo fare una doppia registrazione e questo comporta un allungamento dei tempi”, mentre per i green pass “molti si rivolgono alle farmacie” ma “in diversi casi ci sono lacune che hanno a che fare con l’attacco hacker e noi non abbiamo una risposta, dobbiamo rinviare il paziente al numero dell’assessorato regionale o alla struttura in cui ha fatto la vaccinazione”. Accanto a questo “abbiamo delle mensilità, legate a fatture pregresse, che sono ferme perché la Regione non riesce ad accedere ai documenti e non sa quanto deve riconoscere al farmacista”.

FORNITURE OSPEDALIERE – Stesso problema nel settore delle forniture ospedaliere, dove i pirati del web hanno causato il blocco del portale che faceva da ponte tra il Mef e le imprese private che riforniscono gli ospedali. “In questo mese ci sono stati problemi sia nella gestione delle comunicazioni degli ordini sia nel caricamento delle fatture”, spiega il presidente della Asfo, Associazione fornitori ospedalieri, di Confcommercio Lazio, Massimo Riem. A oggi le criticità principali riguardano il pagamento delle fatture pregresse e la trasmissione di quelle in emissione e “la difficoltà è sentita soprattutto nelle aziende che hanno un gran numero di lavoratori. Ci sono delle mensilità arretrate in un ciclo che si stava normalizzando, ora questa dilazione ha interrotto un percorso virtuoso. Per tutto agosto non abbiamo potuto caricare le fatture. Da ieri era possibile farlo, con un modello nuovo, ma abbiamo moltissime segnalazioni di imprese che non ci sono riuscite. È chiaro che le casse delle aziende, così, vanno in enorme sofferenza. Siamo collaborativi ma attendiamo risposte più esaustive, non è una situazione procrastinabile ulteriormente”, conclude Riem.

PROFESSIONISTI – L’allarme tra i professionisti romani lo hanno lanciato invece gli architetti che hanno anche scritto al governatore, Nicola Zingaretti. “L’attacco hacker ha causato il fermo di una serie di siti collegati e di cui si servono i professionisti”, racconta Alessandro Panci, segretario dell’Ordine degli architetti di Roma e provincia, confermando di aver ricevuto comunicazione di un imminente sblocco della piattaforma Open Genio, quella che permette di esplicare le pratiche collegate a interventi e autorizzazioni di carattere sismico, comunicazioni di inizio e fine lavori. In questo mese gli architetti “non hanno potuto usare il portale che è l’unico utilizzabile per queste procedure, ma essendo agosto le ripercussioni non sono state pesanti”, precisa Panci. Tuttavia alcuni servizi “come PagoPa e il portale Ape non saranno immediatamente utilizzabili”, chiarisce. E in particolare, il sito per le Attestazioni di prestazione energetica (Ape) “è indispensabile in caso di compravendita di immobili e contratti di affitto, e per alcune tipologie di pratiche. Ora lavoriamo con pec ma è chiaro che è tutto più rallentato e che ci potranno essere ripercussioni tanto sulle compravendite quanto sugli affitti”. L’auspicio dell’Ordine degli architetti è che “si possa trasformare questo problema in opportunità e creare una piattaforma unificata con un accesso unico per i professionisti a tutti i servizi regionali, comunali e dell’area metropolitana”.

IMPRESE – Infine, tracciano un bilancio anche le imprese nel campo della ristorazione. Qui imprenditori e lavoratori fanno i conti con i tempi che si sono allungati per ottenere il referto di un tampone dopo aver contratto il Covid. Claudio Pica, presidente della Fiepet Confesercenti di Roma, spiega che “si sono allungati i tempi di isolamento di chi è guarito dal Covid: per un referto di tampone che confermasse la guarigione alcuni lavoratori hanno atteso anche fino a 20 giorni”. L’assenza dal posto di lavoro “nei prossimi mesi si tradurrà in un costo a carico o dell’impresa o del lavoratore” e considerato che “il 6 agosto scorso l’Inps ha comunicato che potrebbe non essere più coperta l’indennità di isolamento, c’è il rischio di un danno economico, o a carico dell’impresa per una stima di circa duemila euro a dipendente, o a carico del lavoratore per importi che ammontano ai due-terzi dello stipendio. Ci auguriamo che il governo trovi le coperture necessarie”.

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