Sono soddisfatto della scelta di Giuseppe Conte di incontrare il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani. Sarà la prima volta che un leader riconosciuto da tutta la comunità del M5S può illustrare al nuovo Ministro i principi di Ecologia Integrale, Beni Comuni ed Economia Eco-Sociale del nuovo Statuto del M5S approvato con un plebiscito da tutti gli iscritti.

Siamo la prima forza politica del Parlamento e da sempre siamo stati guida nel Paese sui temi ambientali, a partire dalla legge sugli EcoReati approvata nella precedente legislatura solo grazie ai nostri voti per inserire il principio “Chi inquina paga”. Oggi la costituzione di un ministro della Transizione Ecologica è strategica per affrontare i 9 limiti ambientali riconosciuti dalla comunità scientifica che le attività umane e il nostro sistema economico hanno superato in maniera pericolosa, a partire dalla crisi climatica e gli sconvolgimenti di fuoco, alluvioni e morte che ne conseguono. L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha appena pubblicato l’Atlante della mortalità e delle perdite economiche da estremi climatici e Cingolani dovrebbe preoccuparsi dei disastri climatici che sono aumentati di cinque volte, causando in media ogni santo giorno 115 morti e 202 milioni di dollari di danni.

E’ questa l’economia e la società che va a rotoli, sono questi i dati reali della catastrofe climatica, non i disastri economici che il ministro preannuncia in ogni settore se scegliamo la strada di proteggere il nostro pianeta. Il ministro ha preso le difese del settore delle auto più inquinanti, mentre mercato e cittadini rispondono in tutt’altro modo terminando in pochi mesi i fondi per gli incentivi per l’auto elettrica che infatti sono stati rinnovati il 2 settembre con il nuovo Decreto Infrastrutture. E’ intervenuto contro la direttiva europea per la riduzione delle plastiche monouso nel nostro Paese e continua a sostenere il ritorno al nucleare parlando delle tecnologie del futuro.

Ma ciò che è più grave è il suo attacco ai cittadini con sensibilità ambientali che, non solo in questi decenni, hanno portato da soli il peso di temi scottanti, perché toccavano gli interessi di pochi a danno di tutti; solo oggi i temi dell’emergenza ambientale entrano nell’agenda politica di tutto il mondo. I cittadini sensibili ai problemi ambientali del nostro paese sono i nostri grandi alleati del presente e del futuro e possono promuovere quell’entusiasmo e vincere quelle resistenze per un passaggio epocale ed accelerato da uno stile di vita ad un altro, per aumentare la qualità della vita di tutti.

Dal ministro ci aspettiamo iniziative concrete per ridurre drasticamente l’emissione di CO2 per poi agire sugli altri limiti che stiamo superando, dalla perdita della biodiversità agli interventi sul ciclo dei nutrienti come azoto e fosforo.

Oggi sono soddisfatto per il nuovo fondo per le auto elettriche e ibride inserito nel nuovo Decreto Infrastrutture, fondo che da soli in Commissione Bilancio chiedevamo già più cospicuo nel decreto Sostegni bis. Bisogna accelerare la transizione energetica distribuita potenziando e prolungando le misure che finora ha creato il M5S come l’Ecobonus, il Superbonus e le comunità energetiche, perché i cittadini sensibili all’ambiente non sono nemici ma rendono più veloce la transizione e hanno bisogno di un ministro che li sostenga e non li ostacoli.

Purtroppo fino ad oggi abbiamo sentito Cingolani più convinto a sdoganare il nucleare che a potenziare queste misure o nuove misure come queste. Forse tutti si aspettano da uno scienziato tecnologo più fatti e meno chiacchiere.

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