“Non mi è mai passato per la testa di dimettermi”. Così Papa Francesco risponde alle voci circolate su un ipotetico addio dopo l’intervento chirurgico al colon subito qualche settimana fa. “Una parola può essere interpretata in un modo o nell’altro, no? Sono cose che succedono – ha detto il pontefice in un’intervista alla radio cattolica Cope – Non so da dove hanno preso la settimana scorsa che stavo per presentare le mie dimissioni! Che parola hanno preso nel mio paese? È lì che è uscita la notizia. E dicono che ha fatto scalpore, quando non mi è nemmeno passato per la testa”.

Francesco è intervenuto anche sulla vicenda che del cardinale Angelo Becciu, che riguarda la complessa vicenda delle speculazioni finanziarie a Londra, per cui il cardinale dovrà rispondere di peculato e abuso d’ufficio, Papa Francesco ha detto che “va processato secondo la legge vaticana. Un tempo i giudici dei cardinali non erano i giudici di Stato come lo sono oggi, ma il capo dello Stato. Desidero con tutto il cuore che sia innocente. Inoltre, è stato un mio collaboratore e mi ha aiutato molto. È una persona di cui ho una certa stima come persona, cioè il mio desiderio è che ne esca bene. Ma è un modo affettivo di presumere l’innocenza, dai. Oltre alla presunzione di innocenza, non vedo l’ora che ne esca bene. Ora, sarà la giustizia a decidere”.

Alla domanda del giornalista Carlos Herrera su come prevenire in Vaticano il peccato intrinseco della corruzione, il Pontefice ha risposto che “bisogna mettere in atto tutti i mezzi per evitarlo, ma è una vecchia storia. Guardando indietro, abbiamo la storia di Marcinkus, che ricordiamo bene; la storia di Danzi; È una malattia recidivante. Credo – ha aggiunto – che oggi si siano fatti progressi nel consolidamento della giustizia dello Stato Vaticano, da tre anni si fanno progressi in modo che la giustizia sia più indipendente, con mezzi tecnici, anche con le deposizioni di testimoni registrati, le cose tecniche attuali, le nomine dei nuovi giudici, il nuovo pubblico ministero…e questo sta portando avanti le cose. E ha aiutato”.

“La struttura – sottolinea il Papa, a proposito del processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato vaticana – ha aiutato ad affrontare questa situazione che sembrava che non fosse mai esistita. E tutto è iniziato con due denunce di persone che lavorano in Vaticano e che nelle loro mansioni hanno visto un’irregolarità. Hanno fatto una denuncia e mi hanno chiesto cosa fare. Gli ho detto: se volete andare avanti dovete presentarla al pubblico ministero. A volte fa male, e molto, ma la verità è ciò che ci rende liberi – ha osservato il Papa – quindi è stato semplicemente così”.

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