Il passaggio della Sicilia in zona gialla – evitato in extremis la scorsa settimana – sarà decretato domani (venerdì) dopo l’esame dei dati della cabina di regia. A meno di nuovi incredibili colpi di scena, i numeri dicono che la Regione è destinata ad abbandonare la zona bianca, visto che ha nuovamente sforato i tre parametri previsti: ricoveri in terapia intensiva (11%, la soglia è al 10), ricoveri in area medica (20%, il tetto è al 15) e contagi. L’unica altra Regione a rischio è la Sardegna, dove per ora restano sotto il limite fissato solo il tasso di occupazione dei reparti non critici, fermo al 14%, ovvero un punto percentuale sotto il tetto massimo previsto.

I dati siciliani, se possibile, sono ancora peggiori rispetto a una settimana fa: negli ultimi 7 giorni, d’altronde, sull’isola non si sono mai registrati meno di mille contagi giornalieri. I nuovi positivi, si sa, vanno poi a ingolfare i reparti ospedalieri. L’incidenza è a arrivata a 186,27 casi settimanali ogni 100mila abitanti e il tasso di occupazione dei posti letto in area medica è ampiamente sopra la soglia. Anche l’occupazione delle terapie intensive è un punto percentuale sopra il tetto del 10%, nonostante venerdì scorso siano stati attivati nuovi posti letto (proprio per “scampare” alla zona gialla). I dati sono la naturale conseguenza dell’andamento della campagna vaccinale: la Sicilia, infatti, è la Regione con la percentuale più bassa in Italia di immunizzati.

In Sardegna la situazione non è molto migliore: i numeri nei reparti di rianimazione sono oltre la soglia limite ormai da tempo. Per ora l’isola evita la zona gialla solamente perché ha 225 positivi ricoverati su 1.602 posti disponibili: una percentuale del 14%. Tra oggi e venerdì però qualcosa potrebbe cambiare. In ogni caso, il passaggio di fascia potrebbe avvenire tra una settimana. Tra le altre Regioni, solo la Calabria raggiunge la soglia del 15% per quanto riguarda i reparti ordinari, mentre l’Umbria è al 9% per quanto riguarda le intensive.

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