Il tasso di occupazione delle terapie intensive da parte di pazienti Covid aumenta in 4 Regioni e sale al 4 per cento al livello nazionale. L’occupazione in area medica, ovvero nei reparti non critici degli ospedali, resta ancora al 5%, ma con ben 7 Regioni che registrano un incremento. Le situazioni più pericolose si registrano nelle isole: la Sardegna ha le terapie intensive occupate all’11%, quindi oltre la soglia del 10%, uno dei parametri per il passaggio dalla zona bianca alla fascia gialla. La Sicilia, invece, arriva al 14% di occupazione in area medica, subito sotto la soglia del 15%, a sua volta un criterio per definire il colore delle Regioni. È la situazione del Covid in Italia rilevata dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), in una nuova sezione del monitoraggio quotidiano.

In particolare, Agenas ha pubblicato un focus dedicato agli indicatori che determinano il passaggio in zona gialla delle Regioni. In base ai nuovi parametri, se in una Regione l’incidenza dei casi settimanali è compresa tra 50 e 150 ogni 100mila abitanti, per restare in zona bianca, il tasso di occupazione delle terapie intensive non deve superare il 10% e l’occupazione dei reparti ospedalieri non deve superare il 15%. Se questi parametri sono entrambi superati, la Regione passa in zona gialla. Le due isole sono in testa alla classifica anche per quanto riguarda i contagi: in Sardegna l’incidenza è a 142,03 casi ogni 100mila abitanti, in Sicilia arriva a 104,55. L’unica altra Regione a superare quota 100 è la Toscana (119,73). A livello nazionale l’incidenza è di 68,91.

Se quasi tutte le Regioni hanno un’incidenza superiore a 50, in questo momento la Sardegna è l’unica regione a superare due dei tre parametri previsti: significa che da lunedì 16 agosto rischia di tornare in zona gialla. L’altra Regione a rischio è appunto la Sicilia, vicina a sua volta dallo sforare due soglie su tre. La Sicilia è anche fanalino di coda (peggio fa solo la Provincia di Bolzano) per numero di vaccinazioni effettuate in rapporto alla popolazione. Inoltre, le due isole sono entrambe mete turistiche, dove già nella scorsa estate ad agosto ci fu un aumento dei contagi: il primo accenno della seconda ondata che poi ad ottobre travolse tutto il Paese.

Le 4 Regioni in cui il tasso di occupazione delle terapie intensive è cresciuto tra domenica e lunedì sono Emilia Romagna (che raggiunge il 4%), Lazio (che arriva al 7%), Lombardia (che arriva al 3%) e Toscana (che arriva al 5%). Segno meno invece per la Provincia di Trento che torna a 0. Abruzzo (arriva al 4%), Campania (al 7%), Emilia Romagna (al 5%), Lazio (al 7%), Molise (al 2%), Puglia (al 4%) e Sicilia, che arriva al 14%, sono le Regioni in cui crescono i ricoveri in area medica. Mentre il Veneto vede un calo dell’1%. In generale è nelle Regioni del centro Sud che si vede ancora un maggior peso del Covid-19 in area medica. La Sicilia, infatti, è seguita da Calabria (al 11%), Basilicata, Campania, Lazio e di nuovo Sardegna (al 7%).

Le terapie intensive – Questo, nel dettaglio, il tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva nelle singole Regioni da parte di pazienti affetti da Covid-19: Abruzzo (1%), Basilicata (1%), Calabria (2%), Campania (3%), Emilia Romagna (+1%, arriva al 4%), Friuli Venezia Giulia (1%), Lazio (+1%, arriva al 7%), Liguria (7%), Lombardia (+1%, arriva al 3%), Marche (3%), Molise (3%), PA di Bolzano (2%), PA di Trento (-1%, raggiunge quota 0%), Piemonte (1%), Puglia (3%), Sardegna (11%, oltre soglia del 10%), Sicilia (7%), Toscana (+1, raggiunge quota 5%), Umbria (1%), Valle d’Aosta (0%) e Veneto (2%).

I ricoveri – Questa, nel dettaglio l’occupazione dei posti letto nei reparti di malattie infettive, medicina interna e pneumologia da parte di pazienti Covid, rispetto al totale di quelli disponibili: Abruzzo (+1, arriva a 4%), Basilicata (+1%, arriva al 7%), Calabria (+1% arriva all’11%), Campania (+1%, arriva al 7%),), Emilia Romagna (+1%, arriva al 5%), Friuli Venezia Giulia (2%), Lazio (+1% arriva a 7%%), Liguria (3%), Lombardia (4%), Marche (5%), Molise (+1%, arriva al 2%), Bolzano (2%), Trento (3%), Piemonte (2%), Puglia (+1%, arriva al 3%), Sardegna (7%), Sicilia (+1%, arriva al 14%), Toscana (5%), Umbria (4%), Valle d’Aosta (4%) e Veneto (-2, torna al 2%).

I contagi – Questa, nel dettaglio, la situazione dell’incidenza nelle regioni: Abruzzo (47,61), Basilicata (56,76), Calabria (57,12), Campania (56,48), Emilia Romagna (93,01), Friuli Venezia Giulia (51,65), Lazio (64,70), Liguria (58,10), Lombardia (45,55), Marche ( 78,47), Molise (19,20), PA di Bolzano (29,85), PA di Trento (35,39), Piemonte (32,59), Puglia (39,64), Sardegna (142,03), Sicilia (104,55), Toscana (119,73), Umbria (94,81), Valle d’Aosta (65,58) e Veneto (94,75). I valori regionali sono quasi tutti in crescita rispetto alla settimana precedente, con l’eccezione di Lazio, Molise, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento e Veneto.

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