A settembre mi aspetto dei passaggi difficili, anche conflittuali, non solo sul terreno politico, ma soprattutto sul terreno sociale. Il ddl sulla concorrenza, che sarebbe dovuto arrivare a fine luglio, è atteso per settembre e temo che ritroveremo tante misure di quell’agenda liberista che non funziona“. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, dal deputato di Liberi e Uguali, Stefano Fassina.

Il parlamentare cita un intervento critico del senatore a vita Mario Monti sul Corriere della Sera, in occasione dei 10 anni trascorsi dall’invio della lettera indirizzata dalla Bce al governo Berlusconi e firmata dall’allora presidente della Banca di Francoforte, Jean-Claude Trichet, e dal suo successore designato, Mario Draghi. Nella sua riflessione, Monti definisce la Bce “un podestà straniero”, che, “travalicando il proprio mandato”, piegò “il governo a una precipitosa soluzione eterodiretta”. Per il senatore a vita, inoltre, “guardare al 2011, attraverso il prisma di un’importante lettera, può aiutare a capire davvero che cosa avvenne allora. Soprattutto, può consentire di evitare, usando memoria e vista un pò lunga, che si ripresentino situazioni come quelle che il nostro Paese allora dovette affrontare”.

Fassina osserva: “Monti, che non è esattamente un Tupamaros, è stato piuttosto pesante sull’agenda Draghi, riconoscendo che allora sono stati commessi ‘peccati’ da chi firmò quella lettera. Leggere quell’intervento di Monti è stato agghiacciante: Monti, che non è uno passato lì per caso e che era il presidente del Consiglio, ha scritto che la Bce si è comportata come potestà straniero ed è andata oltre il proprio mandato – continua – Siccome quell’articolo è diretto al presidente Draghi, il punto è: Monti sta vaneggiando oppure sta sollevando una questione politica estremamente seria? Certo, forse sarebbe stata opportuna anche qualche parola di autocritica da parte di Monti. Ma quell’agenda che a distanza di 10 anni lui critica e che oggi Draghi ripropone da Palazzo Chigi va bene? O forse dovremmo far tesoro delle valutazioni che Monti fa dopo 10 anni?“.

Il deputato concude: “Ritengo che siamo ancora dentro quel quadro e quell’agenda. Se coi 4mila esuberi di Alitalia, coi 3-4mila esuberi a Siena, con le varie aziende in chiusura, si propone un’agenda di privatizzazioni e di interventi pesanti su trasporto pubblico locali, su concessioni per ambulanti e sul lavoro, temo che ci sarà un inizio di stagione conflittuale. E aggiungo: meritatamente e giustamente conflittuale, perché il mondo del lavoro ha già pagato troppo quell’agenda. E non vorrei aspettare altri 10 anni perché il pentito di turno ci spieghi che era sbagliato quello che si stava facendo“.

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