È una notte piena di stelle la tredicesima notte olimpica per l’Italia. Nel mattino giapponese Gregorio Paltrinieri realizza un’altra prova commovente e vince un fantastico bronzo nella 10 km del nuoto in acque libere. La condizione di Paltrinieri è, come tutti sanno, a dir poco imperfetta a causa della mononucleosi che lo ha colpito un mese prima del debutto olimpico. In piscina ha vinto un argento negli 800 stile libero grazie a una strategia coraggiosa e al suo grande cuore, mentre nei 1500 nulla ha potuto contro i più forti, finendo quarto. Il suo sogno per questa Olimpiade era quello di portare a casa medaglie sia dalla piscina che dal mare e ci è riuscito, con una condotta di gara ancora una volta coraggiosa.

Il tedesco Florian Wellbrock, il grande sconfitto delle gare di mezzofondo in piscina, questa volta ha deciso di non esitare e dalla prima bracciata è partito in attacco, vincendo l’oro senza mai finire questo attacco continuo per cui è stato inavvicinabile. Dietro si è scatenata subito la bagarre e Paltrinieri, all’inizio cauto in mezzo al gruppo, al quinto chilometro ha deciso di forzare il ritmo e lanciarsi all’inseguimento dell’ungherese Rasovszky e del francese Olivier. Grazie al suo coraggio infinito, Paltrinieri ha anche cercato di attaccare Wellbrock e nel finale Rasovszky, non riuscendo a superarli nemmeno uscendo dalla loro scia, ma allo stesso tempo distaccandosi dagli altri che potevano mettere a rischio la sua medaglia. È un bronzo enorme, per un atleta che poteva fare davvero la storia se fosse arrivato in forma, ma partendo da queste condizioni fisiche forse è andato anche più in là. Dopo questa doppia medaglia, per l’Italia questa non può non essere anche l’Olimpiade di Gregorio Paltrinieri.

L’altra medaglia della notte viene dal K-1 200 della canoa sprint, vinta da Manfredi Rizza. Il suo percorso è stato molto costante fin dalla batteria di ieri terminata al secondo posto, il che gli ha permesso di accedere direttamente in semifinale. Nella semi ha concluso secondo dietro l’ungherese Sandor Totka con un distacco netto. In finale i due si sono ritrovati e questa volta Rizza ci è andato ancora più vicino, ottenendo un magnifico argento. Partito non in maniera eccezionale, Rizza ha recuperato anche sul campione olimpico in carica, l’inglese Liam Heath, superandolo sul filo di lana. Non salivamo su un podio olimpico nella specialità che è stata di Antonio Rossi, Beniamino Bonomi e Daniele Scarpa da 13 anni. È un grande slancio per l’intero movimento che ha portato anche in finale B il due del K-2 1000, capace di finire terzo con la consapevolezza che Samuele Burgo, classe 1998, e Luca Beccaro, classe 1997, hanno un grande futuro davanti a sé.

Nell’atletica leggera altre bellissime prove azzurre. Zane Weir è quinto in una finale olimpica di getto del peso, con i primi tre inavvicinabili, soprattutto la medaglia d’oro, l’americano Ryan Crouser che fa un ultimo lancio a 23.30, a soli 9 centimetri dal suo record del mondo stabilito ai recenti Trials USA. Mancava un rappresentante italiano in una finale olimpica di getto del peso dal 1996 e Weir è stato capace di migliorare il suo personal best nelle qualificazioni di 14 centimetri, arrivando a 21.25, mentre oggi si è spostato ancora più in là, arrivando addirittura a 21.41. Una prova enorme e una posizione di grandissimo rispetto per un atleta del 1995, che lavora con i nostri tecnici da pochissimo e che ha un margine di miglioramento enorme.

Eravamo anche in un’altra finale di concorso, il salto triplo uomini con Andrea Dallavalle e Emanuele Ihemeje. I due si sono fatti sopraffare dalla tensione, saltando 16.52 Ihemeje, classificandosi undicesimo e 16.85 Dallavalle, nono e primo degli esclusi dai tre salti finali. Vince il portoghese Pablo Pichardo con un notevole 17.98.

A fine programma mattutino poi la 4×100 maschile. Corriamo con Lorenzo Patta, Marcell Jacobs, Fostine Desalu e Filippo Tortu a chiudere in seconda batteria. Arriviamo terzi e quindi qualificati direttamente in finale con il nostro primo sub-38 della storia, 37.95, nuovo record italiano. È il quarto tempo totale fra i qualificati fra cui non compare la grande favorita, gli USA. Poste tutte queste basi, non perdiamoci domani la finale della 4×100 maschile perché gli occhi dei nostri staffettisti erano molto sereni, proprio di chi sa di avere ancora da dare qualcosa per recuperare su Jamaica, Cina e Canada.

Stanotte è iniziata anche l’avventura di uno dei nostri uomini più attesi, Frank Chamizo nella lotta libera 79 kg. Ed è iniziata alla grande con vittoria agli ottavi contro il georgiano Avtandil Kentchadze, numero 24 al mondo. Chamizo ha vinto 5-1, con una buona prova soprattutto nelle fasi di contromosse per ribaltare gli attacchi del georgiano. Avversario difficile ai quarti di finale poi, in cui Frank ha dovuto affrontare l’azero Turan Bayramov, oro olimpico giovanile e argento europeo. Altra vittoria più sofferta per 3-1 e approdo in semifinale dove non affronterà il bi-campione del mondo della 79 kg, l’americano Dake, ma il bielorusso Kadzimahamedau, avversario comunque difficile.

Inizia anche il karate, per la prima volta all’Olimpiade. Schieriamo subito Viviana Bottaro nella specialità kata, capace di fare un grande prova di qualifica. Insuperabili le due atlete che lotteranno per l’oro, la giapponese Shimizu e la spagnola Sanchez Aime, mentre Viviana è riuscita ad arrivare alla finale per il bronzo che si giocherà contro l’americana Sakura Kokumai. Parte male invece Angelo Crescenzo nel karate, specialità kumite. Contro il primo avversario del pool B, il venezuelano Madera Delgado, perde nettamente per 5-0. Dopo l’incontro si viene a sapere che il nostro atleta si è ritirato dalla competizione.

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