Una nuova impresa di Gregorio Paltrinieri: il nuotatore azzurro ha conquistato la medaglia di bronzo nella 10 km di nuoto in acque libere. Il 26enne carpigiano diventa così il terzo atleta al mondo a vincere medaglie olimpiche in vasca e in acque libere dopo Oussama Mellouli nel 2012 e Florian Wellbrock, che ci è riuscito proprio oggi. Il tedesco ha infatti conquistato l’oro, nuotando in 1:48:33.7. Argento all’ungherese Kristof Rasovszky contro il quale Paltrinieri ha lottato fino agli ultimi per la seconda piazza.

Dopo l’argento negli 800 stile libero, quindi, Paltrinieri sale ancora sul podio olimpico appena un mese dopo aver avuto la mononucleosi. “Sono contento. È stato il massimo che potevo fare. La giusta ricompensa dopo questi due mesi d’inferno – ha detto ai microfoni della Rai – Vado via con due medaglie. Non erano questi i piani, ma posso essere contento. Quello che potevo fare, l’ho fatto”.

Chissà cosa sarebbe accaduto oggi in acque libere e anche in vasca nella doppia distanza degli 800 e 1.500 metri senza la malattia che lo ha debilitato alla vigilia delle Olimpiadi. Perché Paltrinieri anche nella 10 chilometri ha condotto una gara straordinaria acciuffando la prima medaglia azzurra nel nuoto di fondo maschile. Nonostante Wellbrock abbia subito scombussolato i piani gara.

Il tedesco va via già alla partenza, sorprendendo tutti. Paltrinieri resta nel gruppo, forse neanche si accorge della fuga di Wellbrock. Arriva ad accumulare 33″ di ritardo. Finita? Neanche a parlarne. Greg parte, aziona il turbo e a metà gara si riporta a contatto con il gruppo che insegue Wellbrock, dimezzando il suo distacco. Ai 7 chilometri è ormai con loro e si presenta a due giri dalla fine in lotta per il primo posto.

Il tedesco però ricomincia la sua progressione e pian piano scava di nuovo il solco dai 5-6 nuotatori che lo inseguono. L’unico a restargli in scia è Rasovszky, mentre Paltrinieri è qualche metro indietro con altri 3. L’ultimo chilometro è il momento chiave: Greg lascia gli altri e si mette all’inseguimento dell’ungherese, mentre Wellbrock fa ormai gara a sé. Lo aggancia e nel finale prova più volte a scavalcarlo, senza successo. Importa poco. La sua gara e le sue Olimpiadi sono strepitose già così.

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