Il gip di Siena ha disposto l’archiviazione delle indagini per l’incidente di Alex Zanardi del 19 giugno 2020 avvenuto lungo la strada provinciale 146 a Pienza, in provincia di Siena. L’unico indagato nell’inchiesta era l’autista del camion contro cui andò a sbattere l’ex campione di Formula 1. L’archiviazione dell’accusa per lesioni colpose nei confronti del guidatore, Marco Ciacci di 45 anni, arriva a due mesi dall’udienza del 26 maggio. Il giudice per le indagini preliminari, Ilaria Cornetti, si era riservata la decisione al termine dell’udienza. L’esito è stato notificato ieri, giovedì 22 luglio alle parti. Contraria la famiglia del campione che si era già opposta alla possibilità di archiviazione in aula. Ma il gip ha accolto la richiesta con cui il 26 aprile scorso il procuratore capo di Siena, Salvatore Vitello, e il sostituto procuratore Serena Menicucci, titolari dell’inchiesta, avevano chiesto di non procedere nei confronti del conducente del tir. La richiesta era arrivata a seguito dei rilievi da parte del consulente tecnico, ingegnere Dario Vangi e della ricostruzione della dinamica dell’incidente. La perizia, infatti, non aveva riscontrato “alcun nesso causale tra la condotta tenuta da Marco Ciacci, alla guida dell’autoarticolato, e la determinazione del sinistro stradale in seguito al quale Zanardi riportava gravi lesioni”.

La famiglia di Zanardi, rappresentata dall’avvocato padovano Carlo Covi, si era opposta davanti alla richiesta e aveva fatto effettuare una perizia da un consulente di parte. Il risultato attribuiva “una efficacia causale alla condotta del conducente dell’automezzo”, sostenendo, nello specifico, che “il parziale superamento della linea di mezzeria, ha determinato la manovra di sterzo a destra dello Zanardi, da cui conseguiva la perdita di controllo del mezzo”. Dopo lo scontro – frontale – tra Zanardi a bordo della sua handbike e il camion, il campione venne trasportato d’urgenza al Policlinico Le Scotte di Siena dove subì diverse operazioni. “Se il camion fosse stato regolarmente all’interno della sua corsia di marcia l’incidente non sarebbe successo”, aveva detto Covi durante l’udienza preliminare del 26 maggio scorso. “Zanardi lo vide sopraggiungere e sterzò di colpo perché invase la corsia” aveva concluso. All’udienza era presente anche la moglie di Zanardi, Daniela Manni, parte offesa nel procedimento. Il suo legale aveva chiesto anche un’integrazione sull’istruttoria con una nuova perizia che tuttavia il gip non ha ritenuto necessaria, disponendo invece l’archiviazione.

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