In occasione della giornata mondiale per l’abilità dei giovani “World youth skills” del 15 luglio, i Parents for Future celebrano gli attivisti di Fridays for Future nello scenario dell’emergenza climatica.

di Parents for Future

I giovani sono snob e senza ideali, cosa pensano di saperne del mondo? Hanno pure trovato il pretesto del cambiamento climatico per non andare a scuola.

Questo stereotipo non calza sui ragazzi di Fridays for Future: la realtà dei fatti e la storia delle imprese realizzate da questo movimento – e che ripercorreremo nei momenti chiave – lo affermano con chiarezza. Abbiamo intenzione di celebrare le abilità di questi ragazzi, ringraziandoli di cuore per ciò che sono stati capaci di fare. Senza di loro i Parents for Future non esisterebbero.

Un pensiero speciale lo riserviamo anche ai giovani attivisti che in Paesi del mondo come l’Uganda o l’India, in cui gli effetti del cambiamento climatico si vivono quotidianamente e in maniera particolarmente critica, si impegnano instancabilmente, rischiando di essere arrestati e mettendo a repentaglio la propria incolumità.

Coraggio

Tutto ha avuto inizio nell’agosto del 2018, con lo sciopero scolastico di una ragazzina di 15 anni, solitaria, di fronte al Parlamento di Stoccolma. Questo gesto di protesta, per chiedere al governo svedese di ridurre le emissioni di CO2 come previsto dagli accordi di Parigi del 2015, innescò con il passare delle settimane e la perseveranza nell’azione, una adesione di giovani sempre più massiccia.

Ciò che molti ritenevano malignamente una sorta di pretesto per non andare a scuola il venerdì, in realtà si è rivelato in tutta la sua interezza un grido di allarme, in accordo con ciò che la scienza sta continuando a ribadire da decenni (la bozza IPCC del rapporto 2022 è emblematica) e su cui i decisori politici stanno discutendo dal secolo scorso (1992, Summit della Terra di Rio de Janeiro).

Quali i risultati tangibili di ben 25 Conference of Parties (COP)? Promesse vuote. Proprio ciò che i giovani non hanno intenzione di continuare ad accettare silenziosamente, perché si sta parlando del loro futuro (leggi: quello dei nostri figli). E del futuro dei loro figli (leggi: quello dei nostri nipoti).

Così nel 2019, i ragazzi e le ragazze hanno organizzato il 15 marzo il primo sciopero Globale per il clima, 900 manifestazioni in 80 Paesi del mondo, a cui hanno partecipato, solo a Roma, trentamila persone. Un crescendo di entusiasmo e adesioni, per arrivare al secondo sciopero Globale il 27 settembre con 7 milioni di persone scese in piazza in tutto il mondo.

Tenacia

Sono ormai trascorse più di 150 settimane dal primo sciopero del venerdì, e nemmeno la pandemia è riuscita a fermare l’iniziativa. Così il 19 marzo 2020 è stato organizzato il terzo sciopero Globale che per via del distanziamento, si è svolto prevalentemente in modalità virtuale.

La dimostrazione che il movimento sia propositivo, e non solo di protesta, arriva dalla Campagna Ritorno al futuro, lanciata il 17 aprile 2020, in cui i ragazzi di FFF Italia sono riusciti a coinvolgere oltre 300 personalità di spicco del mondo della scienza, esponendo i principi e le proposte all’interno di un allegato tecnico, a disposizione di qualunque forza politica, per gestire in maniera appropriata la crisi climatica.

Spirito di iniziativa

Nel 2020 è stata rinviata la COP26, in quanto i negoziati non potevano essere tenuti in presenza. Giovani da tutto il mondo hanno allora organizzato un evento on-line, la Mock COP26, a cui ha preso parte anche FFF Italia, che si è svolta dal 19 novembre al 1 dicembre. Al termine degli interventi, è stato preparato un trattato, che i ragazzi si stanno impegnando per far recepire (almeno in parte) dai governi nazionali.

Per accrescere l’attenzione sulle tappe che porteranno alla vera e propria COP26, FFF Italia sta sostenendo il progetto “Destinazione COP”, con post su Twitter quotidiani e un intervento di 1 ora a settimana su Lifegate Radio. Qui le registrazioni in podcast.

Caparbietà

Gli attivisti e le attiviste di FFF ci hanno insegnato che non ci si arrende. Loro sanno che gli effetti delle nostre azioni, non sempre si manifestano ai nostri occhi in modo chiaro. Spesso, anche a fronte di un nulla di fatto, un seme è comunque stato piantato e non è escluso che un giorno possa sbocciare.

Siamo noi i leader

Ci hanno insegnato che un fermento continuo d’idee e di azioni, può rimanere in vita anche senza leader. Il movimento comunica attraverso dei portavoce che cambiano periodicamente. L’obiettivo è chiaro ed è unico per tutti. Tutto il resto è frutto di una condivisione e decisione democratica. Ognuno rappresenta il movimento sia individualmente che nei gruppi locali o nel nazionale. Ogni gruppo locale, rappresenta se stesso ed il movimento nazionale. Il movimento si autoalimenta.

Siamo certi che collaborando insieme nella realizzazione di grandiose iniziative che all’apparenza possono sembrare visionarie, e alla consapevolezza che inevitabilmente si va diffondendo a discapito dell’azione persistente dei negazionisti, al più presto i decisori politici saranno costretti ad agire adeguatamente.

Invitiamo con fiducia i giovani che ancora non si fossero avvicinati al mondo dell’attivismo, a sostenere i ragazzi di Fridays for Future e a unirsi a loro (qui puoi trovare la mappa dei gruppi locali). Per i diversamente giovani, rinnoviamo l’invito ad aggregarsi al movimento dei Parents for Future, nella battaglia per affrontare l’emergenza climatica.

Prossimo appuntamento in piazza per il nuovo Global Strike: 24 settembre 2021.

#uprootTheSystem

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